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Camera di commercio spunta una “nuova via”

Camera di commercio spunta una “nuova via”

Incontro tra il presidente Govoni e Bernini (FI): riforma da basare sulla qualità E nuovi ricorsi possono frenare la fusione con Ravenna. I forzisti: Ferrara arranca

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Un punto interrogativo alla fusione tra la Camera di Commercio di Ferrara e quella di Ravenna. Si è aperto nell’incontro di ieri tra la deputata di Forza Italia Anna Maria Bernini, capolista al proporzionale al Senato est, e i vertici camerali. Ad essere messa in discussione è l’obbligo di una fusione per quelle camere territoriali con un numero inferiore a 75mila imprese iscritte si basa su criteri qualitativi. «L’opinione di Bernini in merito è simile alla mia - riporta Paolo Govoni, presidente della Camera ferrarese - e si basa sul fatto che una riforma sulle camere territoriali sia necessaria, ma che debba essere fatta su coefficienti di qualità e non di quantità, tenendo conto anche delle peculiarità territoriali e dell’efficienza delle camere stesse. La deputata ha apprezzato particolarmente il lavoro che facciamo e i bandi che la Camera di Commercio ha emanato insieme all’amministrazione comunale. Ho apprezzato in particolare - continua il presidente - che Bernini abbia studiato il documento elaborato dalla Camera. Ha voluto sapere la situazione delle imprese ferraresi, e quando la politica nazionale si interessa del nostro territorio, non possiamo che apprezzarlo». In caso di nuovi ricorsi contro il decreto Calenda, da parte ad esempio della Regione, in grado di frenare la fusione, potrebbe riaprirsi la partita.

La deputata forzista ha detto che dal documento «si evince il problema economico che attanaglia le imprese. Ci sono settori che arrancano, l’edilizia stenta a recuperare. Ferrara in questo è specchio del Paese, e siamo qui per proporre la nostra ricetta».

Le proposte FI hanno tutte il segno meno, vale a dire «riduzione della tassazione, dell’aliquota sul reddito, del cuneo fiscale e della burocrazia», conclude la deputata, che si dice «molto preoccupata del calo del Pil pro capite. Oggi parliamo di economia, qualità di vita, di zone della città abbandonate, del dilagante senso di insicurezza». Nel corso dell’incontro si è parlato anche di infrastrutture, «fondamentali per disegnare la geografia economica di un paese, ci sono zone dell’Emilia private di attività. L’Anc ci ha detto che c’è stato un calo del 40% di investimenti in infrastrutture, e non possiamo permettercelo». Argomenti ripresi anche dalla candidata Paola Peruffo (FI), «è necessaria una rete ferroviaria dalla città al mare, e valorizzare il turismo non mordi e fuggi, anche costruendo nuovi alberghi. Inutile investire in opere come il Meis senza un progetto adeguato alle spalle». Matteo Fornasini, consigliere FI, si scaglia contro «l’amministrazione locale, che tutti i giorni inventa qualcosa per ostacolare le attività».

Veronica Capucci

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