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Il turismo in crescita Cna: aumentare i servizi di qualità

Il turismo in crescita Cna: aumentare i servizi di qualità

Guidi: non guardiamo solo ai numeri delle strutture ma puntiamo su enogastronomia ed ecosostenibilità

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Un anno di crescita in termini turistici, che evidenziano per la città di Ferrara un 2017 chiuso con un +7,1% e per la costa comacchiese con un +18,2%. Dati significativi, che per gli addetti ai lavori sono un buon punto di partenza sul quale lavorare per ottenere ancora di più. E tra gli obiettivi arrivare ai 500 mila turisti a Ferrara nel 2018.

Sui dati positivi hanno parlato vari esperti del settore, a esprimere oggi la sua visione è Dario Guidi, presidente Cna per turismo e commercio, che parte da una premessa.

«I dati sono senza dubbio positivi, e si tratta di un trend che continua da alcuni anni. Ma al di là dei dati - dice Guidi - , le maggiori presenze straniere si notano, e soprattutto anche in periodi che prima non conoscevano afflussi turistici».

Non è sulle percentuali che Guidi vuole soffermarsi, quanto piuttosto sulla necessità che quando si parla di turismo non si tengano in considerazione solo i numeri che arrivano dalle strutture ricettive, siano esse alberghi o campeggi, ma anche da tutti quei fattori che creano un turismo di qualità.

«Ormai gli arrivi negli alberghi o in altre strutture ricettive non possono più essere l’unico parametro sul quale misurare il turismo, che è invece sempre più un’esperienza completa. Quindi è necessario valutare le condizioni perché il sistema territorio funzioni».

Tra le proposte che Cna ha caldeggiato alla Regione Emilia Romagna e che in parte sono state accolte, come riferisce lo stesso presidente di Cna Turismo, «c’è la necessità di non puntare solo sulle strutture ricettive, ma su aziende che fanno servizi, prodotti tipici, cibo di qualità, e tutto quello che serve per creare un turismo moderno».

È fondamentale quindi continuare a lavorare «per cercare di migliorare la qualità dei servizi, anche nel minimo dettaglio. La strada da fare in questa direzione è lunga, ma si parte da dati più che positivi. Occorre considerare che ci muoviamo su un palcoscenico internazionale, per questo bisogna lavorare sulla logica della qualità, che comprende la sostenibilità ambientale, l’enogastronomia. Facilitati in questo lavoro da una partenza incoraggiante».

Cosa pensa delle proposte dei candidati di aiutare l’economia e il turismo? «Ne sento parlare da sempre. Ho fatto parte di una delegazione nell’ambito di un progetto di sviluppo delle aree rurali, dove bisogna percorrere centinaia di chilometri per raggiungere questi paesi, eppure hanno la capacità di stare sul mercato. Dobbiamo smettere di lamentarci, bisogna rimboccarsi le maniche».

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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