Le coop non hanno invitato Casa Pound e Forza Nuova
Candidati a esame di cooperazione, ma senza Casa Pound e Forza Nuova. Ieri mattina l’Alleanza delle cooperative italiane (sigla che unisce LegaCoop, Confcooperative e Agci) ha voluto presentare a chi...
Candidati a esame di cooperazione, ma senza Casa Pound e Forza Nuova. Ieri mattina l’Alleanza delle cooperative italiane (sigla che unisce LegaCoop, Confcooperative e Agci) ha voluto presentare a chi corre alle elezioni del 4 marzo il proprio manifesto politico-programmatico. Quattro le direttrici: lavoro, innovazione, legalità, welfare e sostenibilità; unico l’obiettivo finale ovvero «la costruzione di un futuro economico e sociale più equo e coeso». A confrontarsi su queste basi sono stati Irene Bregola (Leu), Vittorio Ferraresi (M5s), Dario Franceschini (Pd), Cristina Coletti e Paola Peruffo (Forza Italia), Maura Tomasi (Lega), Federico Messina (Pri–Ala), Deanna Marescotti (Insieme) e Francesco Fersini (Civica popolare). A loro Nicola Folletti, portavoce di Aci provinciale, ha chiesto un di mettere in primo piano il tema della legalità: «L’illegalità altera la concorrenza, danneggia l’economia, mortifica le persone. Le false cooperative, e le imprese irresponsabili che le utilizzano e le creano, sono il primo nemico delle cooperative vere. Ed è per questo che chiediamo l’approvazione della legge di iniziativa popolare sostenuta da oltre 100.000 firmatari e una maggiore attenzione alla responsabilità solidale dei committenti, che appaltano al ribasso». Obiettivi che tutti i candidati hanno detto di condividere, assicurando il proprio impegno personale. Inoltre Folletti ha chiesto e garantito un atteggiamento davvero cooperativo, perché «è importante andare oltre i pregiudizi verso la cooperazione e impegnarci ad un dialogo e confronto continuo». Un’apertura non però senza condizioni se è vero che, ha aggiunto il portavoce di Aci, «abbiamo fatto la scelta chiara di invitare tutti i partiti, tranne Forza Nuova e Casa Pound che, a nostro parere, non dovrebbero nemmeno comparire su una scheda elettorale, in quanto si ispirano a principi antidemocratici messi al bando dalla nostra stessa Costituzione».
All’incontro sono intervenuti anche Andrea Benini e Roberto Crosara, presidenti di Legacoop Estense e Confcooperative Ferrara.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
