Piano di rientro del debito approvato dal consiglio
Portomaggiore, la finanziaria consente ai Comuni 30 anni di tempo Con il provvedimento il municipio avrà maggiori spazi per l’attività normale
PORTOMAGGIORE. Approvata in consiglio comunale con il voto della maggioranza, astenute le minoranze, il piano di rimodulazione del debito. Si trattava di cinque milioni e 200mila euro da spalmare nel piano di rientro decennale del Comune. Il piano era stato approvato a metà dicembre poi la situazione è cambiata con l’uscita con la legge finanziaria di un comma che dà la possibilità ai comuni di rimodulare il piano di rientro nell’arco di 30 anni. In base a ciò 3milioni e 100mila euro si potranno spalmare in un periodo molto più lungo e un milione e 900mila euro in dieci anni. Questo fatto ha aperto nuove prospettive e le maglie non sono più così strette e nel giro di qualche anno il Comune potrebbe chiudere il piano decennale con largo anticipo sui tempi prefissati. L’11 gennaio era stata approvata dal consiglio comunale la delibera che consente ai Comuni che avevano piani di rientro non approvati o approvati in parte, di aderire a un nuovo piano di rientro trentennale. La legge di bilancio dà la possibilità di aderire a un nuovo piano trentennale con il Comune che aveva altri 45 giorni di tempo per presentare un nuovo piano di rientro trentennale, con quota annuale a cadenza fissa e che lascia maggiori spazi alla normale attività amministrativa, con possibilità di accensione mutui o assunzione di personale. Il piano di rientro decennale che il Comune aveva già approvato è stato rimodulato e riguarda solo le annualità posteriori il 2015. Già in quella data il Governo aveva dato la possibilità ai Comuni che avevano residui attivi di spalmare il disavanzo in 30 anni, ma la dirigente amministrativa del Comune all’epoca aderì solo in parte, con una cifra di un milione e 200mila euro, mentre non aveva stralciato gli altri milioni. La finanziaria dà la possibilità agli enti locali di distribuire il debito residuo accumulato prima del 2015 in 30 anni, così i 3 milioni e 100mila euro che vanno dal 1999 al 2015 vengono rimodulati in un piano trentennale a quota fissa, mentre i residui attivi dopo il 2015 che ammontano circa a a un milione e 900mila euro rientrano nel piano decennale. Durante il consiglio comunale è stata data risposta alla interpellanza presentata da Giovanni Tavassi capogruppo del gruppo Misto sui ritardi di Clara per quanto riguarda consegna sacchi e calendario. L'assessore Bigoni ha letto una lettera di scuse della società Clara che ha ammesso la defezione. L’impegno del comune sarà quello di monitorare insieme a Clara, la fornitura sacchi e consegna calendario per il 2019 che dovrà essere fatta in tempi utili. Secondo il consigliere Luca Lombardi «Clara potrebbe cambiare anche i giorni di raccolta dell’umido sarebbe più logico il ritiro al lunedì e non il mercoledì».
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