La Nuova Ferrara

Ferrara

Il Basmati minaccia il riso nostrano «Un freno all’India»

Il Basmati minaccia il riso nostrano «Un freno all’India»

Confagricoltura scrive ai ministri Martina e Calenda «Serve una modifica alle concessioni commerciali»

2 MINUTI DI LETTURA





I produttori di Confagricoltura dicono no a ulteriori concessioni all'India sul riso. Si è chiusa la consultazione pubblica che la Commissione europea ha lanciato sul web relativamente a una possibile modifica delle concessioni commerciali a favore del riso Basmati importato nell’Unione europea dall’India. Una novantina gli interventi, in gran parte provenienti dall’Italia e in particolare da aziende associate a Confagricoltura, che hanno espresso forte preoccupazione per l’allargamento della lista delle varietà di riso da importare. Sui social, poi, forte fermento e interventi a catena sulle nuove concessioni che si pensa di varare. Da ciò la richiesta di maggiore fermezza della Commissione.

Attualmente sono già nove le varietà di Basmati importate dall’India. Nell’ottica di rafforzare le relazioni commerciali si vorrebbe ampliare ulteriormente la gamma delle varietà in Europa, sempre a dazio zero. Confagricoltura ha sottolineato come il settore risicolo stia attraversando una crisi profonda. I problemi riguardano in particolare le importazioni massicce di riso dai Paesi Meno Avanzati che hanno inciso fortemente sul crollo del prezzo del riso italiano.

Il recente Forum europeo del riso a Bruxelles ha radunato la filiera e sollecitato la Ue ad attivare la clausola di salvaguardia per mettere un freno alle importazioni a dazio zero. Confagricoltura, conti alla mano, ha fatto presente due esempi riguardanti importanti varietà nostrane: il Carnaroli è passato da una quotazione di 676 euro a tonnellata nel 2015 ai massimi 315 euro di oggi; l’Arborio nel 2015 era quotato 669 euro/ton, oggi al massimo ne vale 310.

«Siamo molto preoccupati anche dell’andamento del negoziato in corso tra Unione Europea e Mercosur (il mercato comune dell'America meridionale. Ne fanno parte, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela), - afferma il presidente della Sezione Riso di Confagricoltura Ferrara e della Sezione Regionale Giampaolo Cenacchi - in quanto si sta discutendo dell’ampliamento della quota d’importazione di riso a dazio agevolato o addirittura pari a zero. Confagricoltura ha sempre espresso una posizione favorevole nei confronti degli accordi bilaterali di libero scambio, in quanto necessari per la crescita economica del Paese, ma è indispensabile porre la massima attenzione affinché non vengano penalizzate le nostre produzioni, in particolare quelle più sensibili come il riso. Proprio a questo proposito nei giorni scorsi Confagricoltura ha scritto una nota ai ministri Martina e Calenda affinché si ponga la massima attenzione nel corso dello svolgimento del negoziato ai punti critici emersi».

«Personalmente ritengo indispensabile – conclude il presidente Cenacchi – che si faccia fronte comune nei confronti delle istituzioni e della politica che ci rappresenta, affinché la nostra agricoltura non sia usata come merce di scambio bensì come punto di forza della nostra economia».

Andrea Tebaldi



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google