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Fino ad Abano per un calcolo

Il paziente: al S. Anna intervento dopo una settimana, nel Veneto dopo poche ore

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Per l’intervento d’urgenza dovuto a una colica renale l’attesa al Sant’Anna era troppo lunga: una settimana. Per C.L., ingegnere di 52 anni, di Ferrara, un tempo interminabile: così si è rivolto a una clinica convenzionata di Abano Terme (Pd) e dopo quattro ore dal ricovero è andato in sala operatoria. Il racconto della vicenda è giunto alla Nuova Ferrara corredato di particolari.

Sabato13 gennaio il paziente chiama la guardia medica che calma il dolore prescrivendo iniezioni di analgesici. Dal giorno dopo vengono aggiunte due assunzioni di anti-infiammatori al dì. Il 16 visita dall’urologo (privato) con ecografia che non individua il calcolo. Viene prescritta una Tac urgente mentre dal 17 C.L. inizia una terapia antibiotica dopo un attacco di febbre e l’insorgenza di forte dolore con tremiti.

La Tac viene eseguita il 19. Il 22 si conosce l’esito: calcolo di 1.7 cm nell'uretere con idronefrosi (accumulo di urina nel rene con compressione dell’organo). L’urologo di fiducia consiglia l’accesso al pronto soccorso e verso le 18.30 C.L. arriva a Cona dove viene inserito tra i codici gialli. Lì resta fino alle 2 del mattino successivo in compagnia di diversi utenti. Il medico in turno gli fa fare un prelievo di sangue, lui aspetta l’esito, poi gli viene comunicato che deve essere visitato dallo specialista (un urologo dell’ospedale) che sarà in servizio però il 23 mattina. Quel giorno l’urologo cerca posto in reparto per C.L. ma non lo trova. Il letto c’è, ma bisogna aspettare più o meno una settimana.

L’urologo di fiducia gli consiglia allora il ricovero ad Abano dove C.L. viene visitato ed, effettuati gli esami di rito, operato nel giro di poche ore. Una sequenza che conferma le difficoltà del sistema sanitario locale a fissare in tempi brevi gli interventi chirurgici che possono essere considerati urgenti non per la gravità della patologia ma per altre circostanze, come il dolore. Non si tratta dell’unico aspetto da rilevare: merita una menzione anche l’assenza dell’urologo nel turno di notte (non si sa se per una situazione contingente) sempre segnalata da C.L. Come pure vale la pena ricordare che il Sant’Anna, soprattutto in tempi di epidemia influenzale, è oggi il punto di arrivo anche di una buona parte dell’utenza della provincia con problemi, come l’intasamento del pronto soccorso, a cui si sta cercando di rimediare con nuovi innesti di personale.

Al Sant’Anna circolano cifre che confermano l’aggravio di lavoro: nel 2017 nel Dipartimento di Medicina sarebbero stati eseguiti circa 800 ricoveri in più dell’anno precedente.



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