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Il centro “Il Noce” punto di incontro

Il centro “Il Noce” punto di incontro

Marisa Cia parla del sodalizio di Poggio Renatico, polo di aggregazione in paese

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Da nove anni Marisa Cia è presidente del centro sociale Il Noce, un punto di riferimento importante per Poggio Renatico e dintorni.

Quanti sono i soci del vostro centro sociale?

Seicentoquaranta.

Quando è stato fondato il xentro?

Nel 1996.

Quali attività proponete?

Le più svariate: dai “classici” come la tombola o il gioco delle carte, al burraco e ai corsi di ballo e di gruppo. Abbiamo, inoltre, socie che si trovano per lavori a maglia, di cucito e uncinetto e i bambini che seguono lezioni di ginnastica artistica. Ogni venerdì si svolge il torneo di biliardo a cui partecipano dodici squadre della provincia, mentre il martedì sera c’è il ritrovo dei motociclisti del motoclub “Reno”. Non mancano i momenti conviviali: festeggiamo tutte le ricorrenze e, infatti, ci stiamo già organizzando per l’8 marzo: musica e allegria assicurati con il dj e la nostra orchestra. Una domenica ogni quindici giorni c’è la tombola per beneficenza il cui ricavato è devoluto ad associazioni onlus (l’Ail e l’Udi). Sponsorizziamo varie iniziative e manifestazioni locali, come il carnevale o la Serata per un amico che si svolge in estate e collaboriamo con enti e istituzioni, soprattutto con le scuole e il comune. Il nostro pensiero va anche agli ospiti della casa protetta e del servizio domiciliare a cui offriamo, periodicamente, un pranzo.

Qual è la soddisfazione più grande che avuto in questi anni?

Il fatto che siamo un gruppo coeso e affiatato e che l’unione è davvero la nostra forza.

Poggio Renatico porta ancora i segni del sisma che l’ha colpita nel 2012. Come è la situazione nel paese e zone limitrofe?

Sì, la ripresa è molto lenta: gli interventi sul patrimonio storico-artistico sono ancora lungi dall’essere conclusi e, nonostante le nuove strutture realizzate nell’emergenza post terremoto, gli ambienti e gli spazi destinati allo svolgimento delle attività sociali sono ancora pochi.

Marina Cazzanti

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