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Le calotte della discordia «Il servizio è peggiorato»

Le calotte della discordia «Il servizio è peggiorato»

Candidati a confronto: Falciano (M5S) e Bregola (Leu) su rifiuti e ambiente in città «Il sistema ha aumentato la differenziata del 10%». «Subito la tariffa puntuale» 

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Un incontro pubblico organizzato dal comitato “Mi rifiuto”, per parlare di inquinamento, gestione rifiuti, e in genere di politica ambientale. La neve per quanto preannunciata non ha favorito l'arrivo di pubblico, e causa maltempo un paio di candidati hanno dato forfait. Hanno dialogato Marco Falciano, candidato all'uninominale per la Camera nella circoscrizione Ferrara-Mare per il Movimento 5 Stelle e Irene Bregola, candidata per LeU. Il candidato cinque stelle in merito alla gestione rifiuti locale e quindi al sistema calotte si dice a favore di qualsiasi azione che incentivi la raccolta differenziata, «ma quando un servizio presenta disservizi e i cittadini dicono che è peggiorativo non possiamo appoggiarlo, ed è sotto gli occhi di tutti che a Ferrara l'abbandono dei rifiuti è quotidiano».

Tra le proposte sul tema, il candidato Falciano spiega che il Movimento punta all'economia circolare e al vuoto a rendere: «In Cina e in Norvegia ci sono dispositivi dove, il cittadino introduce il rifiuto e gli viene consegnato un buono spesa (in Norvegia) mentre in Cina vengono offerti buoni per il trasporto pubblico. Sono proposte che si attuano anche in comuni virtuosi italiani, quindi si può applicare anche a livello nazionale». Sul tema calotte, Irene Bregola (Leu) si dice convinta che vada implementato il sistema della raccolta differenziata, «e le calotte hanno aumentato la differenziata del 10%, ma il gestore non ha comunicato chiaramente il passaggio, e il Regolamento deve ancora essere approvato in Consiglio comunale. Puntiamo ad arrivare alla tariffa puntuale perché è giusto che il cittadino paghi in base a quanto produce». Sul tema inquinamento ambientale, Marco Falciano punta il dito contro gli inceneritori: «Purtroppo le amministrazioni locali ferraresi hanno obbligato i cittadini a subire l'incenerimento dei rifiuti. Vorrei sottolineare le false promesse fatte, in base alle quali gli inceneritori avrebbero dovuto bruciare solo rifiuti locali, invece provengono da altre zone del Paese. In questo modo le amministrazioni hanno obbligato cittadini e future generazioni a patire l'inquinamento dei rifiuti, in una città come Ferrara che è tra le città in Regione con i più alti sforamento di Pm10 e Pm 2.5». Sulla stessa linea l'esponente di Leu, che spiega che al centro del programma c'è la produzione di rifiuti zero entro il 2050, la gestione dei servizi pubblici, la riconversione ambientale da economia lineare a circolare, «e per ridurre le emissioni trasporti pubblici locali e alternativi».

Veronica Capucci



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