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Sagre e Dintorni, non solo feste

Anche laboratori per le associazioni. Cattabriga: il clou al Misen

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SANTA BIANCA. L’associazione Sagre e Dintorni sempre di più al fianco delle sagre associate.

Un impegno profuso non solo con la divulgazione del prezioso libretto in cui dove sono indicate le varie sagre, il relativo periodo di svolgimento e il menù. Ma anche attraverso corsi di informazioni sulle novità in campo sanitario, fiscale e burocratico, e ancora con laboratori da svolgersi nella sede dell’associazione situata nelle ex scuole elementari di Santa Bianca. Il clou sarà costituito dal Misen, il salone nazionale delle sagre che avrà luogo il 14 e 15 aprile nei padiglioni della fiera di Ferrara e che vedrà la partecipazione delle sagre associate (circa una sessantina) oltre a diverse sagre ospiti.

«Stiamo già lavorando per la prossima manifestazione - afferma Loris Cattabriga, presidente dell’associazione - e posso dire che ci saranno diverse novità all’insegna non solo degli assaggi ma anche convegni e soprattutto spettacoli con la presenza di personaggi di rilievo. Stiamo anche pensando a qualche guinness dei primati ad esempio quello della sfoglia tirata a mano con il mattarello». Altre novità riguardano la fiera dello storione che quest’anno non si svolgerà più a Burana ma a Santa Bianca nei locali delle ex elementari in un periodo diverso da quello nel quale si svolgeva - ovvero ad agosto - e l’ingresso di nuove sagre che faranno parte dell’associazione tra cui quella del pesce di Boccasette nel Delta del Po polesano».

Un dato che è emerso, a consuntivo delle varie sagre, «è dato dal fatto - ricorda il presidente - che i fruitori sono più o meno stabili (si calcolano in 500mila coloro i quali hanno frequentato le varie sagre) ed anche la spesa media è rimasta inalterata, circa 16,50 euro a testa. È in parte modificato il bacino di utenza specialmente per quelle sagre che la domenica a mezzogiorno hanno lo stand gastronomico in funzione. In questo caso gli enogastronomi provengono da un bacino più ampio rispetto all’attuale, 50-60 km con commensali che arrivano da varie parti dell’Emilia-Romagna, dal Veneto e dalla Lombardia».

Un dato che fa riflettere «è quello che riguarda il volontariato, specie nei dirigenti delle varie sagre. Difficile rimpiazzare - dice Cattabriga - chi per vari motivi ha abbandonato così come non è facile reperire volontari che lavorino nelle cucine dove il personale in genere ha i capelli bianchi».

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