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Sequestrata per una notte Violentata da sette uomini

Sequestrata per una notte Violentata da sette uomini

Prima stangata di 8 anni: a processo solo 4 dei suoi aguzzini, tre sono irreperibili La ragazza di 24 anni prelevata a Ferrara e portata in provincia in un casolare

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Uno dei sette uomini di varie nazionalità (ucraini, moldavi, rumeni) che abusò di lei, violentandola e riempiendola di botte assieme agli altri per una notte intera, è stato già condannato a 8 anni di pena col rito abbreviato. Altri tre invece sono sotto processo davanti al giudice Carlo Negri che ieri dopo le prime eccezioni ha aggiornato l’udienza preliminare al 26 giugno prossimo. Mentre altri tre sono irreperibili ma di loro si hanno i vari dna catalogati con “ignoto 1,2,3” che ora sono registrati nella banca dati dei carabinieri e che guarda caso sono stati incrociati trovando riscontri in tanti altri fatti di violenza, furti o rapine nel Nord Italia: un segno che le persone fanno parte di gruppi criminali, senza scrupoli.

E’ questo l’epilogo processuale di una vicenda che si è consumata nel dicembre del 2014 quando una giovane prostituta serba venne picchiata e violentata, e poi abbandonata in aperta campagna nel Portuense. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Ferrara e Portomaggiore che indagarono sui 7 uomini - il numero venne indicato dalla ragazza, e i 4 identificati da fotosegnaletiche e riconosciuti dalla ragazza stessa - , la giovane prostituta venne prelevata da un’auto con a bordo tre persone, a Ferrara, dove lei stava lavorando sulla strada: si trattava secondo la prima ricostruzione di persone che vivevano in città con contatti con altri stranieri della zona del Portuense, dove il gruppo aveva una sorta di base, un casolare, che occupavano illegalmente. Dentro questo casolare quella notte dei primi di dicembre del 2014, era i corso una sorta di festa: dopo aver ucciso il maiale si erano radunati tutti per cucinarlo e mangiarlo. E avevano pensato anche al dopo cena: attirando in una sorta di trappola la povera ragazza.

Qui in questo casolare restò l’intera notte, violentata a turno dai 7 uomini, e oltre le violenze botte e ancora botte.

La mattina dopo la lasciarono lì e appena lei è stata in grado di alzarsi ha poi raggiunto e chiamato i carabinieri ai quali ha raccontato il suo incubo. Poi il trasferimento al pronto soccorso dell'ospedale di Cona dove i sanitari l'hanno visitata e medicata, riscontrandole non gravi ferite e un trauma che spiegavano gli inquirenti per mesi le avevano lasciato il segno. Per altrettanti mesi i carabinieri hanno indagato e raccolto riscontri e sono riusciti con l’ausilio dei colleghi del Ris , prelevando il dna a incastrare una parte dei sette aguzzini: il primo ha già accettato la condanna a 8 anni di pena (in giudizio abbreviato), per gli altri tre la procura (ieri in aula in nuovo pm Andrea Maggioni) ha chiesto il processo in virtù delle prove raccolte e soprattutto del riconoscimento della ragazza. Atti che i difensori, primo tra gli altri Giampaolo Remondi, contestano, in quanto non vi sarebbe la prova certa che i tre imputati fossero presenti quella notte in quell’incubo. (d.p.)



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