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Autonomia all’emiliana su lavoro, ticket e tutele

Autonomia all’emiliana su lavoro, ticket e tutele

Firmato ieri l’accordo con il Governo, dovrà essere approvato in Parlamento Cinque materie di gestione regionale con imposte trattenute dal territorio

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È stata enfatizzata come «una firma storica», quella apposta dal governatore emiliano Stefano Bonaccini ieri mattina, a Palazzo Chigi, sull’intesa per rafforzare l’autonomia legislativa e amministrativa della Regione. Bonaccini ha firmato assieme ai colleghi del Veneto, Luca Zaia, e Lombardia, Roberto Maroni, anche se le caratteristiche dell’autonomia richiesta dalle tre Regioni sono differenti. Quelle emiliane si concentrano su lavoro, istruzione, salute, ambiente e territorio, rapporti internazionali e con l’Ue, e verranno potenziate «attraverso risorse certe ottenute con la compartecipazione al gettito dei tributi erariali generato sul territorio regionale, o riserva di aliquota, e adottando il criterio dei fabbisogni standard, superando così quello della spesa storica» sottolinea la Regione. Il percorso sarà completato da una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta (quindi se ne parla nella prossima legislatura) sulla base appunto dell’intesa firmata ieri, che ha comunque una durata decennale e può essere integrata.

Quattro gli allegati. Per le politiche attive per il lavoro, s’introduce l’autonomia legislativa e organizzativa che toccherà orientamenti di base, qualificazione professionale, inserimento lavorativo e inclusione sociale di soggetti fragili; possono aumentare i controlli sulla sicurezza e la vigilanza, a partire dai tirocini, e l’efficacia degli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda l’istruzione, il Piano pluriennale condiviso con l’Ufficio scolastico potrà incidere sugli organici, il sistema integrato di formazione professionale e le Fondazioni Its (costituiti da scuole, università, imprese e enti di rappresentanza), per qualificare la formazione tecnica post-diploma rispondendo alla “fame” di figure specializzate. Nel capitolo salute si iscrive la possibilità di «rimuovere i vincoli di spesa specifici» e stipulare accordi con le università. Per i soli residenti la Regione «gestirà il sistema tariffario», cioè i ticket e i rimborsi, così come potrà definire il sistema di governance. L’ambiente, infine: sarà definito un programma triennale per gli interventi di difesa del suolo e della costa, di bonifica dei siti contaminati, compresa la rimozione dell’amianto; di conservazione delle aree protette regionali, tutela delle acque e risanamento della qualità dell’aria. La Regione, poi, individuerà gli ambiti territoriali ottimali per i rifiuti. L’addendum Ue supporta tra l’altro il ruolo dell’Emilia come capofila della macroregione adriatico-ionica.

Per Bonaccini l’accordo è «un’opportunità per tutte le Regioni. Così non ci sono più risorse da Roma ma più risorse trattenute alla fonte». Esulta Paolo Calvano (Pd), «arriveranno benefici alla vita quotidiana dei cittadini senza inutili referendum», mentre Alan Fabbri (Lega) evidenzia il ruolo del Veneto per la cancellazione della spesa storica ma lamenta «il gioco al ribasso sulle competenze rispetto ad altre Regioni». Appoggio incondizionato delle Camere di commercio, mentre per Piero Ferrari (Confindustria) l’accordo va bene se non porta «una duplicazione della burocrazia».

Stefano Ciervo

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