«Commercio da salvare» E sono tutti d’accordo
Dibattito ieri sera alla Confesercenti con Paglia (Leu), Rosi (M5s) e Fassino (Pd) In primo piano i problemi dei piccoli negozi e della forte pressione fiscale
Il percorso che ha portato tutti i candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo ad affrontare i temi economici e sociali più delicati sta arrivando al termine. Per questo il gruppo dirigente di Confesercenti Ferrara ha sentito la necessità di incontrare i candidati dei collegi che riguardano la provincia di Ferrara. Al tavolo , moderati dal direttore Alesandro Osti, si sono confrontati Piero Fassino (PD), Giovanni Paglia (LeU) ed Ezio Roi (M5S).
Primo tema suggerito da Confesercenti Ferrara ha riguardato quali proposte per interrompere l'emoraggia dei piccoli negozi di vicinato. Solo negli ultimi 10 anni sono spariti, sottolinea Confesercenti, 100 mila negozi e nella provincia di Ferrara solo nel 2017 il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo per 138 attività commerciali. Concorrenza sleale da parte della grande distribuzione, burocrazia asfissiante, costi degli affitti insostenibili derivanti da rendite avulse dal contesto economico contingente che hanno generato desertificazione commerciale che hanno creato degrado e reso i centri storici terremo di conquista di grandi catene. Altro tema centrale per Confesercenti la scarsità delle infrastrutture presenti , vie di comunicazione e reti autostradali sul nostro territorio e quelle presenti si presentano obsolete e non più rispondenti alle esigenze del commercio moderno.
Per Piero Fassino è necessario riprendere il progetto del regolamento delle imprese dove spingere sulla semplificazione degli aspetti burocratici e fiscali sollecitando le stesse imprese a manifestare gli aspetti più asfissianti della imposizione. Lotta serrata all'abusivismo e la riproposizione di un fondo dedicato ai piccoli commercianti creato dalle grandi imprese che si insediano sul territorio.
Per Ezio Roi la grande difficoltà che stanno incontrando i piccoli negozi è figlia della espansione senza regole della grande distribuzione e della crisi economica del 2008. Per invertire la rotta non sono più sufficienti nuove regole fiscali o defiscalizzazioni sparse qua e là , ma è necessario operare in modo deciso con interventi corposi che possono anche non piacere al sistema e all'Europa.
Anche per Giovanni Paglia è indispensabile risolvere l'aspetto fiscale delle grandi catene di ecommerce per motivi di equità e per liberare disponibilità economiche che possono mitigare L'imposizione fiscale sui piccoli negozi.
Lauro Casoni
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