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Dexia, il sindaco: «Se salta l’accordo si pagherà di più»

Dexia, il sindaco: «Se salta l’accordo si pagherà di più»

Se ne riparlerà martedì in consiglio comunale del Derivato Dexia e della delibera con la quale la giunta comunale intende pagare le spese legali e gli interessi per il prodotto finanziario acquistato...

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Se ne riparlerà martedì in consiglio comunale del Derivato Dexia e della delibera con la quale la giunta comunale intende pagare le spese legali e gli interessi per il prodotto finanziario acquistato negli anni Duemila per porre al riparo un debito di 50 milioni ereditato da altre amministrazioni. Oltre a prevedere il pagamento degli interessi di mora e legali, si riconosce anche il pagamento delle somme non pagate e l’impegno a onorare il contratto fino al 31 dicembre 2019. L’accordo prevede un “risparmio” di 1,4 milioni rispetto ai 2,4 che l’amministrazione aveva accantonato a questo scopo nei bilanci comunali. Sarà un dibattito consiliare animato, se il preludio era quello visto ieri in 1° Commissione consiliare, dove è prevalso l’aspetto politico più che tecnico. Dopo l’excursus storico compiuto dal sindaco in merito alla vicenda, secondo cui «si è agito cercando di spendere il meno possibile», interviene il consigliere Anselmi (Fi), per il quale «la vicenda arriva a una conclusione che non soddisfa nessuno, e ora si tratta di prendere atto di una sconfitta. Dal punto di vista politico l’errore è stato nella scelta originale. Perché l’amministrazione si è affidata a prodotti derivati per attenuare problemi di bilancio? Ricordo diatribe in consiglio, e vi è stato chiesto di uscire da questa situazione». Il sindaco e l’assessore al bilancio Vaccari spiegano che «le ipotesi di uscita non sono a costo zero. Prevedere un’uscita da un derivato richiede la modifica del contratto, con la volontà di entrambe le parti. Oggi chiudiamo il contratto e la scelta del Comune è stata prudente, cercando di spendere il meno possibile». Il passaggio ora è in consiglio, dove si dovrà votare se «andare avanti o chiudere, e se non si paga entro il 29 marzo salta l’accordo e dovremo pagare qualche milione di euro in più. Credo che per i cittadini ferraresi sia meglio chiuderlo», conclude il sindaco. (v.cap.)

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