«Igor unico responsabile dell’omicidio di Verri»
Il giudice archivia le accuse dei figli del volontario contro le forze dell’ordine Ma loro ribadiscono: «Colpa anche di altri». Il legale: «Caso per la Corte europea »
Nessuna omissione di informazioni, nessuna sottovalutazione nè tantomeno volontà di tenere coperto un pericolo da parte delle forze dell’ordine che indagavano: «l’unico responsabile della azione di inaudita violenza in cui è stato ucciso Valerio Verri è colui che ha esploso i colpi», Igor Vaclavic/Norbert Feher. Per il giudice Carlo Negri la colpa è di Igor non di altri e per questo motivo ha archiviato l’esposto della famiglia Verri - i figli Francesca ed Emanuele, rappresentati dall’avvocato Fabio Anselmo - che aveva depositato da tempo l’atto d’accusa contro esponenti delle forze dell’ordine colpevoli di aver sottovalutato - questa la loro tesi - la pericolosità di Igor e aver mandato allo sbaraglio il loro padre, nei controlli di polizia ambientale nel Mezzano, zona dove si sapeva della presenza di Igor. Ma la possibile presenza di Igor nel Mezzano era solo una ipotesi mossa nell’esposto dai Verri, ai quali il giudice replica sostenendo che «fino a che non si è consumato l’orrendo omicidio di Verri, la possibile presenza del latitante in quel territorio avrebbe potuto essere solamente una ragionevole ma generica ipotesi di lavoro, perchè solamente con l’omicidio di Verri gli inquirenti hanno avuto la certezza che egli si fosse trovato in quel luogo in quel giorno a quell’ora». In un atto di 7 pagine il giudice rivede alla moviola i fatti, accaduti tra il 1 aprile dello scorso anno (quando venne ucciso Davide Fabbri, a Budrio, nel suo bar) e l’8 aprile quando Verri venne giustiziato da Igor mentre l’altro poliziotto ambientale che era di pattuglia con Verri, Marco Ravaglia, si salvò dopo esser stato colpito tre volte solo e soltanto perchè si finse morto. Il giudice Negri valuta le ragioni della famiglia Verri, i figli Francesca ed Emanuele, ma a queste contrappone quelle della procura che aveva chiesto l’archiviazione, «senz’altro meritevole di accoglimento, atteso che appaiono condivisibili le argomentazioni della pubblica accusa e deve ritenersi dimostrata la insussistenza di qualsiasi reato». Decisione che viene accolta dal legale della famiglia Verri, l’avvocato Anselmo con molto rispetto: «Abbiamo potuto discutere in un’aula di giustizia delle manchevolezze da noi denunciate in tema di sicurezza in merito all’ omicidio di Valerio Verri: ciò è avvenuto in assoluta trasparenza e considero già una vittoria questo, così come il provvedimento del gip di Ferrara pur temporaneamente sfavorevole». L’avvocato si richiama al fatto che nel decreto di archiviazione il giudice comunque accoglie la tesi dei Verri, in linea teorica, sulle mancate garanzie di sicurezza, escludendo però un concreto pericolo da parte di Igor. E comunque ribadisce il legale «riteniamo rivedibile la valutazione del giudice, alla luce di elementi di cui ancora non abbiamo avuto accesso», i tabulati telefonici di Igor perchè coperti dal segreto investigativo e comunque il legale annuncia che valuterà il ricorso «per questo caso, degno di essere sottoposto alla Corte europea dei diritti dell’uomo». «La riteniamo una archiviazione annunciata - spiegano i figli della guardia ecologica volontaria uccisa da Igor, Francesca ed Emanuele Verri - perchè dopo le dichiarazioni del procuratore Amato in occasione dell'arresto di Igor in Spagna, ci aspettavamo, come ci aveva anticpato il legale, che le nostre denunce sarebbero state archiviate. Dopo aver letto il provvedimento, che rispettiamo, crediamo che non soltanto Igor sia responsabile della morte di nostro padre, ma rispettiamo e rispetteremo ciò che dicono e diranno i giudici».
Daniele Predieri
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