«Il mio dolore per la morte di Valerio»
Dall’8 aprile scorso, dopo essersi salvato dalla furia omicida di Igor che gli sparò tre colpi, fingendosi morto, Marco Ravaglia ha iniziato un percorso di recupero morale e fisico non ancora...
Dall’8 aprile scorso, dopo essersi salvato dalla furia omicida di Igor che gli sparò tre colpi, fingendosi morto, Marco Ravaglia ha iniziato un percorso di recupero morale e fisico non ancora concluso: per il quale vuole chiedere grazie. «Grazie al personale del reparto di terapia intensiva e di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Bufalini di Cesena - esordisce in una lettera Ravaglia con la moglie Cinzia -. Grazie a tutto il personale del reparto di chirurgia dell’ospedale di Cona ed in particolare ai professori Carcoforo e Cavallo». E ancora, «grazie al meraviglioso staff guidato dal professor Basaglia, della cui umanità e gentilezza non finirò mai di ringraziarlo. Grazie a tutti coloro che con una stretta di mano, un messaggio, un sorriso, una parola di conforto, un gesto di vicinanza o un saluto ci sono stati vicini in questi difficilissimi mesi». «Grazie - continua la lettera - a chi ha saputo e voluto capire il grande dolore che ho vissuto e sto vivendo, ed a quei momenti che, purtroppo, rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore, che hanno portato alla perdita di un uomo straordinario come Valerio Verri: vorrei esprimere anche la profonda vicinanza a tutta la famiglia per l’immane dolore che hanno subito».
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