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Scuole, piscina e teatro priorità a Portomaggiore

di Maurizio Barbieri
Scuole, piscina e teatro priorità a Portomaggiore

La rimodulazione del debito permette al Comune di effettuare investimenti Interventi anche sulle strade bianche e tra i servizi cresce solo la mensa

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PORTOMAGGIORE. Dopo l’approvazione del piano di rimodulazione del debito avvenuta nel corso della seduta consiliare della settimana scorsa, martedì sera il consiglio comunale ha approvato il documento unico di programmazione (Duc) e la contestuale approvazione del bilancio 2018. Non ci sono state sorprese rilevanti rispetto ai numeri che il sindaco aveva presentato in occasione dell’illustrazione del piano di rientro. Nessun aumento di tariffe dei servizi eccezion fatta per il costo della mensa.

«Proprio martedì è uscito il decreto del ministero che ci consentirà di spalmare il debito in trent’anni - ha affermato il sindaco portuense Nicola Minarelli - si tratta di cinque milioni e 100mila euro. Il 2018 ci fa ritornare alla normalità nel servizio finanziario rispetto a tutte le altre attività dell’ente ferme nel 2017. Ora possiamo trovare applicazione negli atti che andremo a produrre quali borse lavoro, iniziative culturali e giovanili, compreso tutto il resto così come le opere pubbliche». Tre le priorità indicate dal sindaco ovvero l’adeguamento sismico delle scuole elementari di Portomaggiore, la riqualificazione della piscina e il recupero del teatro Concordia.

«Tutte queste opere - afferma il primo cittadino -. sono previste con contributi esterni. Ci siamo anche candidati a vari bandi per arrivare a copertura totale delle opere stesse. Al proprio interno il bilancio presenta dei vincoli che possono essere utilizzati per opere pubbliche per poter raggiungere questi obiettivi. Per le frazioni le risorse ammontano a 250mila euro e riguarderanno le manutenzioni ordinarie, quali strade, in particolare quelle bianche, la segnaletica e altro ancora».

In buona sostanza 3milioni e 100mila euro si potranno spalmare in un periodo molto più lungo e un milione e 900mila euro in dieci anni. L’11 gennaio era stata approvata dal consiglio comunale la delibera che consente ai Comuni che avevano piani di rientro non approvati o approvati in parte, di aderire a un nuovo piano di rientro trentennale. La legge di bilancio ha dato la possibilità al Comune che di presentare un nuovo piano su 30 anni, con quota annuale a cadenza fissa e che lascia maggiori spazi alla normale attività amministrativa, con possibilità di accensione mutui o assunzione di personale. Il governo aveva dato la possibilità ai Comuni che avevano residui attivi di spalmare il disavanzo in 30 anni, ma la dirigente amministrativa del Comune all’epoca aderì solo in parte, con una cifra di un milione e 200mila euro, mentre non aveva stralciato gli altri milioni.

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