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Volontari al lavoro a Ferrara per ospitare chi non ha un alloggio

Volontari al lavoro a Ferrara per ospitare chi non ha un alloggio

FERRARA. L'emergenza freddo, almeno per quanto riguarda i senza tetto, a Ferrara sembra essere ben affrontata. L'associazione “Viale K” sta assistendo attualmente 150 persone ospitandole in varie...

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FERRARA. L'emergenza freddo, almeno per quanto riguarda i senza tetto, a Ferrara sembra essere ben affrontata. L'associazione “Viale K” sta assistendo attualmente 150 persone ospitandole in varie strutture e quindi il problema non si pone.

«Quello che invece è sempre emergenza sono le coperte e gli alimenti per la prima colazione - dichiarano Raffaele Rinaldi, responsabile di Viale K, e Giorgio Tacchini, che si occupa in particolare della mensa alla Rivana - perché non sono mai sufficienti. Cogliamo l'occasione di affiancarci all'appello che ha fatto il Papa, per sensibilizzare le parrocchie all'accoglienza ed al dono di generi alimentari, anche se in verità già qualcuna si sta adoperando in questo senso».

Alla mensa si servono circa 40/ 60 pasti sia a mezzogiorno che a cena, a persone che sono in maggioranza italiani (che non amano raccontare della loro situazione anche se è nota). I più anziani percepiscono una pensione minima che non consente spesso di arrivare alla fine del mese e quindi risolvere il problema del mangiare è molto importante; i più giovani hanno alle spalle una famiglia monoreddito dove il papà ha perso il lavoro e non ha altri parenti a cui rivolgersi; questi portano spesso a casa qualche porzione per i genitori; gli stranieri sono soprattutto marocchini e del centro Africa e sono tutti ospitati nelle strutture e vanno alla mensa per mangiare». «In questo periodo di freddo intenso - conclude Raffaele - queste persone che sono già indebolite o ammalate, hanno necessità di un'assistenza più assidua ed è questo il problema maggiore».

Al dormitorio di Viale K, a Villa Albertina, sono stati occupati i primi materassi aggiunti per l’emergenza gelo di questi giorni. I “nuovi” ospiti sono in realtà senzatetto che si trovano a frequentare saltuariamente il rifugio, e conoscono quindi l’ambiente, «a volte la convivenza con gli altri ospiti è complicata anche perché - spiega don Domenico Bedin, fondatore di “Viale K” e attivo da anni - ; c’è chi si presenta in condizioni igieniche precarie. Però stiamo gestendo la situazione senza eccessivi problemi, stiamo parlando di quatto/cinque presenze in più. Abbiamo ancora spazio dove sono stati aggiunti tre materassi, ed in caso di necessità possiamo comunque contare - dice ancora don Bedin - su una stanza libera alla comunità “Filippo Franceschi”».

Margherita Goberti



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