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incontro a giurisprudenza 

«Avvocatura a misura di cittadino»

«Avvocatura a misura di cittadino»

Ieri il dibattito-confronto tra legali coi vertici dell’Ordine nazionale 

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Un’avvocatura con una visione prospettica, che punta a un nuovo Umanesimo e al recupero della professione legale, rafforzando la figura dell’avvocato nella Costituzione. Questo quanto emerso nel corso dell’incontro “La lunga marcia dell’avvocatura”, di ieri presso presso l’Aula Magna del dipartimento di Giurisprudenza e che ha visto come relatore il presidente del Cnf, Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin. All’incontro moderato da Piero Giubelli, presidente Ordine di Ferrara hanno dialogato Giuseppe Picchioni, vice presidente di Cnf e Rosa Capria, consigliera segretaria di Cnf. Da tre anni Andrea Mascherin è presidente nazionale dell’ordine forense, e lo stesso Giubelli ha sottolineato nell’introduzione la visione prospettica che il presidente ha impresso al Cnf. «In tre anni si sono condotte importante battaglie, dal garantismo, alle pari opportunità, alla riforma carceraria, alla difesa degli avvocati imprigionati da Erdogan, al G7 dell’avvocatura all’appoggio all’avvocatura tunisina. Iniziative che ci hanno permesso di accreditarci presso chi governa come soggetti politici di primo piano». Tra le numerose conquiste di Cnf, alcune sono più legate al settore, come l’introduzione dell’equo compenso, «che afferma il principio che non si può andare sotto un equo compenso per l’avvocato», oltre al «legittimo impedimento per le colleghe in gravidanza», continua Giubelli. Nel corso del suo intervento, il presidente del consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, ha ribadito la necessità di esplicitare il ruolo centrale dell’avvocatura, «sia come ruolo tecnico che nella sua libertà e indipendenza. Una sfida importantissima per il Consiglio forense. Se inseriamo il principio di indipendenza in Costituzione avremo garantito una giurisdizione autonoma e indipendente». Nel corso del suo intervento, il presidente Mascherin ha rimarcato come l’avvocatura sia l’ultima professione con radici umaniste, in un’epoca in cui tutto è sottoposto alla logica del mercato e del Pil: «Avere radici umanistiche e difendere l’umanesimo è una sfida importante, la sfida del secolo. Da una parte esiste una visione economicista, della grande finanza, e dall’altra solo l’avvocatura può contrastare questa visione, con strumenti meno potenti, ma con una storia di duemila anni. Ci battiamo per recuperare democrazia, libertà, uguaglianza, solidarietà mettendo al centro l’individuo e che non venga sacrificato il soggetto debole per finalità efficientiste».

Veronica Capucci

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