Camera unita, siluro a Guberti
Otto associazioni ferraresi chiedono un presidente che non sia un funzionario
Il gioco ormai si fa su tre tavoli. La partita della Camera di Commercio di Ferrara e del suo futuro con Ravenna sta diventando complicata più di un rompicapo della Settimana Enigmistica. E naturalmente non mancano i colpi di scena con posizione contrarie e strappi.
Ieri pomeriggio le associazioni ferraresi si sono ritrovate per fare il punto al tavolo dell’imprenditoria e su proposta di Confartigianato, appoggiata poi all’unanimità, hanno chiesto la convocazione del consiglio della Camera di Commercio di Ferrara per chiedere alla Regione di presentare ricorso alla Consulta finalizzato ad ottenere l’autonomia. Proposto anche un ricorso al Tar che potrebbe bloccare il processo di accorpamento tutt’ora in atto. Le cose si complicano quando oltre a questo, è stato redatto un documento, sottoscritto da otto associazioni ferraresi su dieci (Cna, LagaCoop, Confindustria, Confcooperative, Confartigianato, Cia, Confagricoltura e Coldiretti) indirizzato al tavolo dell’imprenditoria delle due province di Ferrara e Ravenna nel quale si chiede tra le righe di mettere come presidente una figura “imprenditoriale” di indiscusso valore professionale. In pratica viene letto come un siluro a Giorgio Guberti, il presidente scelto dai ravennati e che aveva avuto anche l’appoggio delle associazioni ferraresi Ascom e Confesercenti, guarda caso le uniche due che non hanno sottoscritto il documento. Nulla da eccepire contro Guberti, ma la sua qualifica di funzionario e non di imprenditore puro, essendo il direttore dell’Ascom di Ravenna, ha creato dubbi e l’invito delle otto associazioni è indirizzato a un cambio al vertice. «Il presidente - dicono le otto associazioni ferraresi - deve essere condiviso da una larghissima maggioranza di consensi per essere inequivocabilmente riconosciuto come il presidente di tutti, in ottica di alternanza tra i territori di Ferrara e Ravenna. Parimenti riteniamo che la composizione della futura Giunta debba avere una logica di rappresentanza paritaria tra i territori di Ravenna e Ferrara (4 per ogni territorio) al fine di garantire il più corretto equilibrio del massimo organo decisionale e che all’interno del futuro Consiglio tutte le associazioni abbiano un proprio rappresentante». Per concludere poi, ecco che i nostri, mentre da una parte tentano la duplice carta del ricorso, dall’altro proseguono imperterriti per cercare di trovare la quadra in vista della composizione dei nuovo organi della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Il commissario ad acta nominato dal ministro Calenda, Mauro Giannattasio, proprio ieri ha inoltrato alle associazioni sia di Ferrara che di Ravenna la richiesta di comporre il nuovo consiglio e la nuova giunta e anche trovare il definitivo accordo con il presidente. Il tempo stringe e ci sono infatti solo 40 giorni di tempo per arrivare alla composizione della futura Camera di Commercio unificata. “O di riffa o di raffa” diceva il grande Totò. (g.p.z.)
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