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No dei commercianti alla chiusura del centro

No dei commercianti alla chiusura del centro

Bocciato dai negozianti il programma dei lavori per sistemare il porfido Gli esercenti: per tre mesi senza clienti. Il sindaco: cercheremo di ridurre i disagi

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CENTO. «Dopo terremoto e crisi, chiudere per tre mesi corso Guercino vuol dire decretare la morte del commercio di vicinato in centro storico. Se il centro torna zona rossa, per chi apriamo i nostri negozi?». I commercianti del centro storico contro l’ipotesi di chiusura per tre mesi di piazza e corso Guercino (a partire da lunedì) per i lavori di riqualificazione della pavimentazione in porfido. Il no dei negozianti è stato ribadito giovedì sera all’incontro con il sindaco Fabrizio Toselli e il vicesindaco Simone Maccaferri sul Piano Organico, in una sala consiliare gremita. Un confronto acceso, volto a individuare la formula che possa arrecare il minor disagio.

«Salvo proroghe dovute al maltempo, l’avvio dei lavori è fissato per il 5 marzo – ha riferito il sindaco Fabrizio Toselli -. Su piazza e via Guercino è previsto un rifacimento totale: verrà tolto il porfido, rifatto il fondo, e risistemato il pavé, restituendo il disegno originale. Obiettivo, sistemare la strada, evitando sfondamenti».

Due le ipotesi emerse dal confronto con l’impresa e l’ufficio tecnico: «Primo, proseguire in due stralci, il primo dalla piazza alla Rocca (termine previsto, fine maggio) e il secondo il 23 aprile da piazza a piazzale Bonzagni (fine luglio). Previsti circa, due mesi e mezzo, tre mesi di lavoro». Seconda ipotesi, lanciata dal sindaco, è quella di «intervenire su tutta la via, con un lavoro unico, partendo dalla piazza e procedendo insieme nelle due direzioni, in modo che ai primi di giugno, tutto l’intervento sia completato». Nei due casi, corso Guercino è previsto rimanga chiusa tranne che ai pedoni, sotto i portici e sui marciapiedi: «Lo sappiamo, sarà un disagio importante, ma così i primi di giugno il cantiere sarà ultimato. Intendiamo istituire un Regolamento e costituire un Fondo per il disagio, per sostenere in questi mesi le attività coinvolte nel cantiere».

Contrari i commercianti, preoccupati: «Bene il Fondo, ma tre mesi di chiusura del centro sarebbero devastanti. I clienti andranno altrove. Non accettiamo che per l’estetica di una strada, i negozi si vedano costretti ad abbassare le saracinesche. Perché non dividere i lavori in stralci, rinviarli tra luglio e settembre, se non addirittura fare solo il ripristino, che richiede meno tempo? Così salviamo anche Palio, Festa dei Bimbi, e Cento Street Festival, e Settembre Centese va in S.Liberata».

Insostenibile per Ascom, che «il centro storico, sito produttivo da 250 attività e mille addetti, venga paralizzato per tre mesi. Importanti gli eventi ma la priorità è la vita delle nostre attività. Un’operazione da pianificare». Per Confesercenti «sbagliato il periodo di Pasqua, col pieno delle vendite primaverili, tutta merce già acquistata». La replica del sindaco: «Riteniamo che l’intervento vada fatto per riqualificare il centro storico. Se si fraziona l’intervento in più stralci, i tempi non fanno che allungarsi. Il rischio è che i lavori proseguano fino in ottobre, tanto da non garantire il Settembre Centese. Stasera raccogliamo idee e riflessioni, poi ci confronteremo con l’ufficio tecnico e l’azienda. Vediamo cosa sarà possibile fare, per ridurre il disagio».

Nel frattempo, causa maltempo, rinviati a data da destinarsi gli incontri di ieri con i commercianti del mercato settimanale, e quello di oggi con residenti e cittadini. (b.b.)



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