La Nuova Ferrara

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LA CACCIATA DEI VENDITORI DAL TEMPIO

di don LUIGI SPADA

Dopo il Vangelo della tentazione e della trasfigurazione, umanità e divinità di Gesù Cristo, si aprono davanti a noi le domeniche dei misteri: Egli è il tempio (Gv 2,21); innalzato da terra (Gv 3,14);...

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Dopo il Vangelo della tentazione e della trasfigurazione, umanità e divinità di Gesù Cristo, si aprono davanti a noi le domeniche dei misteri: Egli è il tempio (Gv 2,21); innalzato da terra (Gv 3,14); è il seme di vita eterna (Gv 12,24) che ci introducono nella settimana della Passione.

La Liturgia odierna parlano di Legge e di Tempio, entrambi doni che Dio offre, mette a disposizione del suo popolo per portarlo a vivere secondo la sua immagine e somiglianza. Sono Luoghi di educazione alla Relazione che possono trasformarsi in maschere capaci di nascondere falsità e ipocrisia sotto un cerone di pietà e obbedienza puramente formale ed esteriore.

Con la cacciata dei venditori dal tempio, che la relazione con Dio non è più fondata su una religiosità solo esteriore, ma sulla verità della persona di Gesù: il vero tempio. E San Paolo nella seconda lettura va oltre, indica Cristo crocifisso scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.

Il crocifisso va guardato, contemplato persino ammirato. La Croce è solo chiamandola per nome che la si comprende veramente, ed è solo abbracciandola e accogliendola che dà senso e significato alla vita.

Una croce subita, schiaccia rovescia annienta a terra; accolta con l'intelligenza del cuore diventa equilibrio di fede e sostegno nella vita cristiana. La violenza di Gesù ha una ragione: quello che è una causa è troppo importante per accettare compromessi, è in gioco il buon nome di Dio, la passione con cui il Figlio difende il Padre, la sua identità, la relazione autentica con Lui. Solo dentro questa esperienza di amore trova senso e significato “lo scandalo della Croce” che è veramente tale se non c'è esperienza di amore paterno e filiale. Il pericolo di una religiosità da bottega, in cui ognuno si serve a piacimento secondo i suoi gusti è sempre presente, il pericolo di limitare o manipolare Dio a nostro piacimento è sempre alle porte; il ridurre la religiosità a mercato è il grande peccato della Chiesa. Ad essa si oppone lo zelo di Gesù che solo per una giusta causa elimina il pericolo del mercato e dell'effimero.



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