Lacrime per Rosetta I colleghi: perdita enorme
Sgomento e dolore all’Asl di Belluno dove lavorava la donna morta sull’A13 Ancora grave in Rianimazione il camionista ferito nel primo tamponamento
Un colpo duro, durissimo da digerire per i colleghi di Rosetta Ramaglia, la donna di 43 anni morta venerdì sull’A13. La vittima lavorava come veterinaria all’Asl di Belluno. Una collega che era molto apprezzata dall'équipe diretta da Pierangelo Sponga e che si recente era entrata in organico con contratto a tempo indeterminato.
«Avevamo fatto di tutto perché rimanesse con noi, poteva intraprendere altre scelte, ma le volevamo così bene che per noi sarebbe stata una perdita grave. Era una bravissima professionista, oltre a essere sempre disponibile a dare una mano, quando eravamo in difficoltà nella corsa contro il tempo. E l'abbiamo persa, in maniera così crudele e beffarda, che davvero faccio fatica a parlare», ammette Sponga.
L'aveva conosciuta come futura dirigente veterinaria qualche mese fa anche il direttore medico di ospedale, Lorenzo Tognon. «Credo che i suoi colleghi fatichino a metabolizzare questo tragico evento perché la dottoressa Ramaglia era la personificazione di tutte le qualità positive che si possano attribuire a una persona. Io la ricordo come una donna solare e trasparente. E poi era di un'umanità rara, sempre disponibile per i colleghi, una brava professionista».
Ieri la sorella e il cognato della vittima erano a Ferrara per il riconoscimento della salma, l’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni.
Poco prima della tragedia costata la vita a Rosetta Ramaglia, sullo stesso tratto dall’A13 era avvenuto un altro tamponamento tra due mezzi pesanti: il camionista rimasto ferito, un uomo di 56 anni, è ancora in gravi condizioni, ricoverato a Cona in Rianimazione.
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