Pensionati agricoli, il ministero chiarisce: sì all’esenzione Imu
Le organizzazioni dei produttori: «Sanata un’ingiustizia Ora estendere l’agevolazione anche ai coadiuvanti»
Il dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia ha fatto chiarezza sull'esenzione dal pagamento dell'Imu per i pensionati del settore agricolo. I coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli (Iap) che ancora conducono il loro fondo e sono regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali, sono considerati lavoratori a tutti gli effetti e sono dunque esentati dal corrispondere l'imposta. «Finalmente una buona notizia – commenta Rolando Tuffanelli, presidente Cia-Anp (Associazione Nazionale Pensionati) Ferrara – per i molti agricoltori pensionati che continuano a lavorare i propri terreni, anche per integrare assegni pensionistici spesso al limite della sopravvivenza. Ricordo, infatti, che le pensioni minime italiane sono tra le più basse d'Europa e risulta davvero difficile per le persone ritirate dal lavoro condurre una vita dignitosa. Si tratta di un'importante vittoria per Anp che ha portato avanti la richiesta di esenzione dall'Imu a tutti i livelli, da quello territoriale al nazionale, per porre rimedio a un'ingiustizia sia fiscale che sociale. Ma la battaglia non è ancora finita – conclude Tuffanelli – perché come Anp stiamo supportando Cia per arrivare a sanare un'altra anomalia legata all'Imu, generata dai contrasti tra ministero dell'economia e Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). L'associazione ha interpretato in maniera errata la norma sull'esenzione e dato indicazioni ai Comuni di far pagare l'Imu ai coadiuvanti agricoli, figure strategiche del settore che magari lavorano attivamente, ma non hanno una partita Iva agricola. Secondo l'Anci i coadiuvanti dovrebbero, dunque, pagare perché non li considera coltivatori diretti a tutti gli effetti. Un'altra ingiustizia fiscale e sociale che va sanata al più presto».
Soddisfazione da Coldiretti: «Su precisa richiesta di Coldiretti, il Dipartimento ha chiarito che la legge prevede l’obbligo per coloro che sono qualificati come coltivatori diretti o Iap di iscriversi nella gestione previdenziale dei coltivatori diretti, dei coloni e dei mezzadri, purché svolgano tale attività con abitualità e prevalenza, ma senza che questa sia la loro esclusiva fonte di reddito. Il fatto dunque di godere del trattamento pensionistico non fa venire meno l'esenzione Imu. Un provvedimento – conclude Coldiretti – che rappresenta un riconoscimento importante del senso del valore sociale dell’agricoltore e del contadino».
E anche Confagricoltura Ferrara esprime soddisfazione: «È una conferma importante quella pervenuta dal Dipartimento delle Finanze, in quanto alcuni Comuni, anche della nostra provincia, avevano manifestato la volontà di intraprendere azioni di recupero dell'Imu dal 2012 a oggi, ritenendo che l'imposta fosse dovuta da tali soggetti in quanto percipienti di altri redditi (pensione) oltre a quelli provenienti dall'attività agricola. Confagricoltura è intervenuta nelle sedi opportune per stigmatizzare tale interpretazione. «Con questa risoluzione si evita che vengano pesantemente penalizzati quegli agricoltori che, anche se pensionati, continuano a essere attivamente operativi».
Andrea Tebaldi
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