Detenuti al voto all’Arginone
Anche in carcere si è votato ieri: perché occorre ricordare che tutti i cittadini italiani a cui non sia stata applicata con una sentenza definitiva di condanna la pena accessoria dell’interdizione...
Anche in carcere si è votato ieri: perché occorre ricordare che tutti i cittadini italiani a cui non sia stata applicata con una sentenza definitiva di condanna la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici conservano il diritto di voto. Così ieri il Coordinamento nazionale dei Garanti regionali e territoriali delle persone detenute si è attivato per assicurare una presenza capillare nelle carceri, al fine di monitorare le operazioni di voto. A Ferrara, Stefania Carnevale, garante ha aderito all’iniziativa e si è recata ieri al seggio speciale 111 istituito in via dell’Arginone. Il personale di polizia penitenziaria, già da settimane, aveva preparato i detenuti all’appuntamento elettorale assicurando l’effettivo esercizio del diritto. Scarsa tuttavia la partecipazione degli interessati: solo due detenuti hanno votato, mentre le richieste erano state nove, delle quali cinque presentate solo ieri (in tempo non utile per riuscire a reperire la documentazione necessaria) e due in assenza dei requisiti previsti dalla legge. Una stima, effettuata con la collaborazione del personale della Casa circondariale porta a ritenere che fossero più di cinquanta (su 370) le persone che avrebbero avuto la possibilità di votare. In occasione dell’appuntamento di ieri, i Garanti dei diritti dei detenuti hanno ritenuto di dover riportare l’attenzione sul difficile percorso di riforma dell’ordinamento penitenziario, il cui inaspettato blocco ha provocato delusione non solo fra i detenuti, ma anche fra moltissimi giuristi, avvocati e magistrati che hanno pubblicamente invocato, mediante ripetuti appelli, la pronta ripresa dell’iter di approvazione.
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