I radicali rilanciano: al lavoro sulle Comunali
I più reattivi prima e dopo il voto, in questa tornata elettorale, sono sembrati nel centrosinistra i radicali di +Europa, a dispetto di un dato non esaltante né a livello nazionale che nel Ferrarese....
I più reattivi prima e dopo il voto, in questa tornata elettorale, sono sembrati nel centrosinistra i radicali di +Europa, a dispetto di un dato non esaltante né a livello nazionale che nel Ferrarese. Sempre i primi a sfruttare la piazza anche nei giorni del maltempo “spinto”, Mario Zamorani e gli altri radicali si dicono già pronti a rilanciare l’alleanza con iniziative e proposte di contenuti in prospettiva 2019, «perché una cosa è certa, lo abbiamo detto al Pd già prima del voto: noi sosterremo comunque il candidato sindaco della coalizione, anzi può darsi che avanzeremo delle nostre proposte» è l’assicurazione dello storico leader.
L’analisi del voto è presto fatta, «il nostro risultato non è stato granché ma in un quadro davvero terrificante, a livello terrificante, il 4,23% preso in città è da valutare positivamente. Certo è un giudizio che vale solo per il capoluogo, dove effettivamente siamo presenti e attivi, mentre in provincia i dati sono molto più bassi. Al di là del risultato della nostra lista, però, mi preme evidenziare che con questi dati, l’anno prossimo il Comune lo vince qualcun altro, cioè il centrodestra. Non dimentichiamo che al secondo turno i voti M5s finirebbero per saldarsi con quelli di Lega e Forza Italia. Bisogna quindi lanciare azioni concrete e finalizzate al 2019, senza ricorrere ai soliti metodi partitocratici e con immediatezza. Non possiamo pretendere che sia il Pd a prendere adesso l’iniziativa, dopo la batosta che hanno preso i dem sono timorosi dal fare qualsiasi mossa. Liberi e Uguali? Non mi sembra proprio una fucina d’idee innovative».
Zamorani intende entrare nel merito già nei prossimi giorni, dopo una veloce consultazione con gli altri militanti radicali “storici”, ma fa intendere quali sono i temi sui quali intervenire. «Senz’altro sono stati Carife e Gad le questioni che hanno inciso a livello locale, vedo meno un effetto-calotte che pure può aver infastidito qualche elettore. Sulla sicurezza è da un po’ che cerco di farlo capire ai vertici dem e al sindaco - dice lo storico leader radicale - Può essere che siano percezioni, ma non è questo il tema: i cittadini nutrono timori e questo incide sul voto. È stato miope schierare i militari in quella zona, io ci abito e sento arrivare la camionetta dei militari, che è rumorosa: gli spacciatori pure se ne accorgono, si allontanano e poi tornano subito dopo».
In lista per i radicali ferraresi c’era solo Paolo Niccolò Giubelli, nella lista proporzionale della Camera che appoggiava Dario Franceschini e Stefano Vaccari, e questa presenza esigua può aver influito per qualche decimale di punto sul risultato.
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