Salvato un fenicottero rosa
L’animale si era rotto un’ala finendo contro i cavi dell’alta tensione
LIDO ESTENSI . Dopo un lungo appostamento e diversi tentativi di cattura, con l’ausilio di una imbarcazione adatta alla navigazione nei canali sub-lagunari, ieri mattina, in uno specchio d'acqua di Valle Capre, è stato recuperato un fenicottero rosa gravemente ferito.
Il volatile, avvistato il giorno prima da un pescatore della zona con un'ala spezzata, aveva urtato i cavi dell'alta tensione, durante un volo notturno, rimanendo intrappolato nelle acque salmastre di Valle Capre, confinante con il canale navigabile, a circa un chilometro dalla salina, luogo in cui da anni dimorano e nidificano colonie di fenicotteri rosa. Con l'aiuto del custode di un rimessaggio, Franco Pattu, giovane di nazionalità romena, il pescatore, solo dopo diversi tentativi, è riuscito ad avvicinare e a catturare il fenicottero, servendosi di un retino. «Ho poi inserito il fenicottero in una scatola sufficientemente capiente - racconta Giacomo Rizzati, il pescatore - per portarlo al Giardino delle capinere, il centro di recupero della Lipu di Ferrara».
Sembra che la recente nevicata abbia spinto numerosi esemplari a trovare riparo dai rigori invernali, tra i canneti e gli argini di Valle Capre, dove sono dislocati alcuni tralicci dell'alta tensione. Il fenicottero, inanellato alla nascita, è giunto al centro della Lipu in condizioni molto critiche ed «è subito stato preso in consegna dal nostro veterinario - spiega Lorenzo Borghi delegato ferrarese, nonché vicepresidente nazionale della Lega italiana protezione uccelli -, era agonizzante, con un'ala spezzata. In casi estremi, le norme regionali ci consentono di intervenire, per porre fine alle sofferenze degli animali presi in consegna». Sono quindi ore decisive per conoscere le sorti del fenicottero, che si è ferito per l'assenza di visibilità, durante uno spostamento notturno e non per colpa dei bracconieri. "
«Lo scorso anno sono giunti al nostro centro 1300 animali feriti - prosegue Borghi - e questo è il secondo fenicottero che ci viene affidato. Se la raodigrafia non evidenzia residui di piombo, non parliamo mai di una fucilata. Questo fenicottero è arrivato con l'ala massacrata, ma non è stato impallinato». I fenicotteri rosa sono una specie tutelata, monitorata dall'Ispra (Istituto Nazionale di Fauna Selvatica), l'attività del quale ha permesso di stabilire che nel Delta del Po dimora una delle cinque colonie più importanti d'Italia. In caso di avvistamento di un volatile ferito, «lo si può recuperare - conclude Borghi - con i dovuti accorgimenti, ad esempio se è un rapace, servendosi di guanti e di uno straccio e consegnarlo al nostro centro».
Katia Romagnoli
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