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Spiagge all’asta e Bolkenstein «Le soluzioni ci sono»

Spiagge all’asta e Bolkenstein «Le soluzioni ci sono»

PORTO GARIBALDI. Con la stagione estiva ormai alle porte gli imprenditori balneari vivono in un continuo stato d’ansia a causa della direttiva Bolkenstein che impone ai Paesi membri di liberalizzare...

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PORTO GARIBALDI. Con la stagione estiva ormai alle porte gli imprenditori balneari vivono in un continuo stato d’ansia a causa della direttiva Bolkenstein che impone ai Paesi membri di liberalizzare il settore dei servizi e, nella fattispecie, di mettere a gara le concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari. Con decreti emessi dal 2009 al 2012 e convertiti in legge, lo Stato italiano aveva previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali dapprima fino al 31 dicembre 2012 e poi fino al 31 dicembre 2020.

Basti pensare che lo Stato ricava solo 103 milioni di euro dalle 23mila concessioni in essere: una media di sei euro a metro quadro, per una spesa media per gestore superiore di poco ai 4 mila euro. Per tenere alta l'alta l'attenzione sulla preoccupante prospettiva futura delle spiagge Giuseppe Ricci presidente Italiani balneari e Pinton Sabri proprietario del bagno Apollo Lido di Volano stanno facendo una mirata campagna informativa, lanciando proposte che sperano vengano colte in primo luogo dai colleghi. « Bisogna puntare ad una sicurezza certa, non ad una data di scadenza, si potrebbe pensare ad esempio ad un eventuale spostamento della linea di costa e il conseguente “svincolo” dei terreni sopra i quali sorgono le strutture balneari, che diventano così beni del patrimonio dei comuni». Un diritto di superficie «con possibilità di riscatto per la struttura fatta dai titolari delle concessioni demaniali, dove già paghiamo l’Imu; inoltre secondo noi la Bolkestein, non dovrebbe essere applicata: se ci fosse da parte di tutte le Regioni una chiara definizione delle coste con zone ancora disponibili, come è stato richiesto, verrebbe dimostrata la “non limitatezza del bene”che prevede appunto le evidenze pubbliche. In tema poi di elezioni che si avvicinano e tra centrodestra e centrosinistra è in atto una sorta di gara a chi riesce a ingraziarsi meglio il voto dei titolari degli stabilimenti balneari e degli operatori del settore, cercando di ammorbidire le leggi europei che imporrebbero di mettere all’asta le concessioni stesse. Ma come è il caso di dire al momento è ancora tutto in alto mare.

Caterina Bonazza

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