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Commercio, la ripresina non basta

Commercio, la ripresina non basta

Le vendite aumentano dello 0,1%. Piccoli negozi penalizzati dalle vendite online

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Commercio in “ripresina” dopo 18 mesi di stallo, con un aumento delle vendite dello 0,1%. È quanto registra Unioncamere Emilia Romagna per l’ultimo trimestre del 2017 anche se, è la valutazione dell’Osservatorio regionale della congiuntura del commercio, il 2017 si è chiuso ancora con una flessione dello 0,5%. L’inversione di tendenza in positivo riguarda le vendite dello specializzato non alimentare. Un segno negativo più contenuto grava ancora sulle vendite dello specializzato alimentare e di iper, super e grandi magazzini. L’andamento delle vendite e correlato alla dimensione d’impresa: sfavorevole per la piccola distribuzione, in leggera crescita per le imprese media e con 20 o più addetti. Rallenta la tendenza alla riduzione delle imprese (-1,6%).

«Ciò significa che finora non sono state fatte adeguate politiche di sostegno ai piccoli imprenditori che si trovano penalizzati da un confronto impari con alla grande distribuzione, da una crescita esponenziale dell’e-commerce, da una concorrenza sleale frutto del persistere di molte forme di abusivismo e da una tassazione e da affitti non più sostenibili dai piccoli commercianti - commenta il presidente Confesercenti Emilia Romagna Dario Domenichini - La riduzione delle ditte individuali è il segno di come sia in crisi il modello di autoimpresa e come non ci siano azioni adeguate per agevolare e incentivare l’autoimprenditorialità. Ci aspettiamo che il nuovo Governo ponga fra le proprie priorità il rilancio e il sostegno di queste forme di impresa».

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