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in tribunale

Condannato per le botte col mattarello della nonna

Condannato per le botte col mattarello della nonna

Al giudice confessa: ho picchiato quei due ragazzi per difendere la mia fidanzata.  Pena di 6 mesi dopo le lesioni, il regolamento di conti e l’inseguimento in città

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FERRARA. In aula davanti al giudice Debora Landolfi si scusa con tutti. Chiede scusa soprattutto ai due ragazzini, poco più che suoi coetanei, che ha picchiato con il mattarello della nonna («anzi della prozia»), quello usato per fare le tagliatelle. Sì, proprio quello che vedete ritratto qui a fianco, così come ha riferito lui stesso al giudice, lui il ragazzo 20enne, di Malalbergo, protagonista della spedizione punitiva per difendere la fidanzatina e poi dell’inseguimento mozzafiato per mezza città con tanto di blocco dei carabinieri e arresto. Ieri, quindi, il processo. Davanti al giudice ha balbettato la sua confessione: «ho usato il mattarello della mia prozia, perché si trovava sulla sua auto, quella che avevo e che uso di solito», la sua difesa estemporanea e stropicciata per evitare che gli venisse contestata la premeditazione delle botte con il mattarello da tagliatelle.

Il giudice Landolfi alla fine lo ha condannato a 5 mesi e 10 giorni di reclusione contro i 9 mesi chiesti dall’accusa (pm Simionati) che aveva anche proposto (non accolto) il divieto di venire a Ferrara. Alla fine, la liberazione ma prima di tornare a Malalbergo, la stretta di mano che suggella la pace tra lui e i ragazzi picchiati: ad uno dei due la mano sinistra visto che il braccio destro è ingessato per la grave frattura del gomito spaccato: 30 giorni di prognosi, lesioni colpose gravissime. Il processo finisce così e anche la vicenda che ha visto al centro di tutto quattro ragazzi dai 17 ai 20 anni.

Al centro di tutto la ragazzina 17enne, fidanzata dell’arrestato. Presa di mira da tempo dagli altri due ragazzini dentro e fuori la scuola professionale che frequentano, lo Ial di via Montebello. Martedì mattina, l’ultimo caso che farà poi perdere il controllo al bolognese arrestato: alla fidanzatina vengono rubati gli auricolari. Lei glielo fa sapere e lui scatta subito. Parte la spedizione punitiva, in macchina, lui e lei insieme, e nel bagagliaio - per caso - il mattarello della nonna, anzi della prozia. Arrivano in via Montebello, scendono e lui picchia con l’«arma», un bastone di 80 centimetri quello per far la sfoglia lunga, i due ragazzi. Uno viene colpito al gomito, frattura gravissima, 30 giorni. L’altro se la cava con poco, ma tutti e due finiscono al Sant’Anna di Cona. L’altro, invece, con la fidanzata, risale in auto e quando vede arrivare i carabinieri scappa: da via Montebello e via Palestro. Cerca di seminare le pattuglie. Di carabinieri e Polizia. Lo bloccheranno poi alla periferia della città i carabinieri della Compagnia, il capitano Marco Angeli con l’autista bloccano ragazzo e fidanzata. Interrogati entrambi, raccontano la storia. Lei non c’entra nulla, lui invece: arrestato per lesioni gravi. Si fa due notti in cella di sicurezza e ieri mattina il processo per direttissima. In cui si scusa, racconta che le botte non sono premeditate: il mattarello è della prozia ed era per caso nell’auto, della prozia stessa. Incassa 5 mesi e 10 gironi di carcere. Che non sconterà, visti i benefici: ma la condanna dovrebbe servire come deterrente. Chissà, per evitare in futuro di trovare per caso il mattarello della nonna, e usarlo. (d.p.)


 

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