Ecografia alla tiroide «Al S. Anna due anni per eseguire l’esame»
Ferrante (comitato civico): è un’attesa lunga, inammissibile «Così i malati vanno fuori provincia o in libera professione»
FERRARA. I due-tre anni di attesa per l’esame che misura l’avanzamento dell’osteoporosi sono ormai un classico, anche se l’Asl sottolinea da ssempre che un conto è la visita urgente e diverso è il caso della visita programmata. Resta il dato di fatto che anche per la visita programmata dallo specialista spesso sono stati segnalati casi di attesa molto superiori alla scadenza fissata dal medico: 3 anni invece di 1 o di 1 e mezzo. Chi bazzica gli ambienti sanitari sa però che la lista d’attesa lunga non è un’esclusiva del test che misura la resistenza delle ossa della popolazione più anziana.
Tra visite ed esami del servizio sanitario regionale qualcuna oltrepassa, se si fa riferimento al tempo, il limite del ragionevole. E non serve a molto sottolineare che se ci si sposta di un po’ (in genere qualche decina di chilometri, rimanendo comunque sul territorio della provincia) il tempo si accorcia, perché basta recarsi nel Veneto o versare quanto richiesto per una prestazione in libera professione per poter accedere al servizio nel giro di pochi giorni.
È il ragionamento che fa Aldo Ferrante, referente del “Comitato vittime della Pubblica Amministrazione”, che ieri ha accompagnato al Sant’Anna due pazienti che avevano un appuntamento per una visita in Endocrinologia. «In questo caso parliamo di una duplice attesa - commenta Ferrante - perchè le due pazienti sono rimaste ad attendere il medico, nonostante l’appuntamento fosse programmato, per tre quarti d’ora-un’ora e anche più, situazione che ho immediatamente segnalato alla direzione del presidio ospedaliero». Ma la carenza che Ferrante ha deciso di evidenziare in particolare va oltre «l’ora perduta ad aspettare nella sala d’attesa dell’ambulatorio».
Una delle due donne accompagnate dal rappresentante del comitato civico, infatti, dovrà sottoporsi a una ecografia alla tiroide-paratiroide. «Ma sul foglio della prenotazione rilasciato dallo stesso servizio la data fissata è 11 marzo 2020 - precisa Ferrante - Parliamo di un appuntamento a due anni di distanza per fare un esame. Capisco che forse in qualche parte del territorio provinciale, in qualche altro ambulatorio dell’Asl, il tempo potrebbe essere più breve. Ma è possibile che nell’ospedale più importante della provincia si debbano attendere due anni per fare un’ecografia di questo tipo?».
La domanda appare retorica se si aggiunge che lo stesso Ferrante poi ricorda di aver parlato con un dirigente del presidio ospedaliero. «Che mi ha risposto - conclude Ferrante - che 2 anni in effetti sono tanti, anche se poi ha sottolineato che ci può essere differenza tra una visita o un esame urgente e una prestazione di controllo. Il punto è che in qualsiasi caso - e mi rivolgo al direttore generale Tiziano Carradori, che è al vertice dell’ospedale e che ho avuto il piacere di conoscere proprio oggi (ieri, ndr) - un’attesa così lunga non fa arrivare pazienti a Ferrara, probabilmente li fa fuggire».
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