Dai campi alla tavola Ferrara fa scuola in Italia
L’agrario cresce e si struttura con studenti che arrivano anche dal Friuli Buoni risultati dall’alternanza scuola-lavoro, la fondazione partner insostituibile
Dalla “Terra alla Tavola” per valorizzare attraverso la gastronomia i prodotti tipici del territorio ferrarese. Si può sintetizzare così uno dei principi cardine sui quali si è basata la creazione a Ferrara di un’esperienza del tutto innovativa in Italia che ha portato alla nascita del Polo Agrolimentare, unendo in un’unica realtà l’istituto agrario Navarra e l’istituto alberghiero Vergani, sotto la guida della preside Roberta Monti. La realtà “fa scuola” con il polo agroalimentare estense che dà la possibilità agli studenti di vedere e confrontarsi con tutta la filiera produttiva del settore. «Dal 2012 – spiega il vicario Andrea Baldini – è partito questo processo di unificazione tra alberghiero e agrario guidato da una necessità. I numeri dell’agrario non consentivano di avere piena autonomia e da una necessità si è saputa creare un’opportunità unendo le due scuole con il Vergani che consente una piena valorizzazione dei prodotti agricoli. Il progetto ha avuto successo». È stata anche rimodellata l’offerta formativa del Navarra: «Abbiamo attivato – spiega Baldini – un corso di “Viticoltura ed Enologia” che andrà a formare veri e propri esperti del settore viti-vinicolo. Nel corso del prossimo anno avremo i primi diplomati. Sempre nel tentativo di valorizzare le risorse del territorio, abbiamo deciso di puntare su un settore come la viticoltura che è un aspetto storico del nostro panorama provinciale ma in calo. Abbiamo voluto sviluppare questo corso per provare a valorizzare una coltura che è nella nostra storia. Accanto a questo nuovo corso ci sono anche gli indirizzi più classici: abbiamo voluto rafforzare il discorso del professionale con un corso più incentrato sulle attività sul campo e sulle innovazioni tecnologiche e del tecnico in “Gestione e valorizzazione del territorio” incentrato su gestione aziendale e novità delle coltivazioni». E non mancano esperienze di alternanza scuola-lavoro.
L’istituto è ben inserito anche in contesti nazionali per l’avanguardia della propria progettazione: «Facciamo parte di una rete nazionale e regionale – spiega Baldini – Spesso gli istituti agrari sono realtà con numeri abbastanza ridotti, serve la capacità di fare rete, di avere un coordinamento. Noi siamo in prima linea. In Emilia Romagna siamo fortunati perché ogni provincia ha il suo istituto agrario e la diffusione è abbastanza capillare ma non è così purtroppo in tutta Italia. Basti pensare che il 35% del totale degli studenti agrari italiani si trova in tre regioni, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, per capire come è la situazione a livello nazionale e quindi ci poniamo come punto di riferimento di questa rete.
La trasformazione dei prodotti della terra è un obiettivo che nel binomio Vergani-Navarra trova la sua compiutezza, attraverso programmi che mettono a sistema le competenze delle due realtà scolastiche e la partecipazione ad un fitto calendario di manifestazioni.
Una peculiarità pressoché unica del Navarra è la possibilità di avere una Fondazione al suo fianco. «È basilare. C’è un convinto sostegno con un supporto continuo alla scuola e ai propri studenti – sottolinea il vicario – Accanto ai docenti, i ragazzi hanno la possibilità di potere consultare e confrontarsi con analisi tecniche, progetti, studi, ricerche fatte da persone che affiancano la scuola contribuendo in questo modo a fare diventare ancora più ricco il percorso di formazione. Si dispone anche di esperti di frutticoltura, in particolare pero e melo, che sono due coltivazioni tra le più importanti del nostro territorio».
Andrea Tebaldi
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