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Niente mimose alla donna Botte e minacce di morte

Niente mimose alla donna Botte e minacce di morte

Insieme da un anno mezzo, picchiata e mandata all’ospedale proprio l’8 marzo Quarantenne ferrarese nei guai per lesioni: scatta il divieto di avvicinamento

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Ha festeggiato l’8 marzo sostituendo le mimose con le botte e le minacce di morte sulla compagna con la quale vive da oltre un anno e mezzo. Picchiandola e mandandola all’ospedale e poi come fanno tanti uomini in queste situazioni di violenza, chiedendo di far pace. Invece, lei lo ha denunciato e invece, ora, per l’uomo di turno sono guai e guai seri e rischia anche l’arresto visto che sulla sua posizione giudiziaria sono in corso verifiche da parte di carabinieri e magistrati.

Certo è che ricorderà a lungo, la festa della donna 2018, il 40enne ferrarese della provincia, protagonista di questa vicenda, ora sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento della compagna (ex, è ipotizzabile vista l’evoluzione dei fatti) e soprattutto l’allontanamento dal domicilio familiare: provvedimenti adottati dai carabinieri e fatti propri dalla procura (pm Ciro Alberto Savino) che hanno valutato la gravità dei comportamenti dell’uomo sulla compagna, ravvisando la necessità di allontanarlo da lei. L’ultimo episodio, quello che ha fatto traboccare il classico vaso di violenze è proprio dell’8 marzo, giovedì scorso. In realtà l’uomo - così dirà la compagna ai carabinieri - da oltre due settimane ha comprateti violenti. Botte e altro. Che lasciano il segno su di lei. Fisicamente e psicologicamente. Due settimane di maltrattamenti che culminano con quelli dell’altro giorno, l’8 marzo, quando lei viene picchiata e finisce in ospedale. Una decina di giorni di prognosi, le refertano i medici. Lei torna a casa - scortata dal suo avvocato, arrivato nel frattempo, e spera che lui se ne sia andato. Invece lui si ripresenta e da qui scattano i provvedimenti di allontanamento. Oggi, a dire il vero, dovrà essere il giudice a valutare la situazione e convalidare i provvedimenti decisi contro di lui, che di fatto gli impediscono di farsi vivo con lei, pena l’aggravante (previsto l’arresto).

Un caso, questo che riporta d’attualità la violenza di genere, contro cui gli stessi carabinieri da tempo si sono attivati, sia a livello investigativo che di prevenzione. Non è un caso se a Ferrara, nella caserma di via del Campo, vi siano stanze adibite all’ascolto di vittime di questi reati da parte di specialisti ed esperti dell’Arma. Arma dei carabinieri che sempre più è in “prima linea” visto che vengono formati all’interno dei vari servizi nuovi specialisti. All’interno del Racis (è il coordinamento nazionale dei vari Ris in tutta Italia) è stato attivato, infatti, un nuovo servizio, la sezione atti persecutori: si tratta di una nuova specialità dell’Arma che permetta agli addetti di affrontare i problemi legati a maltrattamenti, comportamenti violenti e stalking ed “intercettare” questi reati prima che diventino irreparabili: vedi alla voce femminicidio. (d.p.)

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