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Palazzo Diamanti e Gad, gli strali di Italia Nostra

Palazzo Diamanti e Gad, gli strali di Italia Nostra

Malacarne al Comune: «Ampliare lo storico edificio significherebbe gettare soldi». Poi sulle torri: «Molti dubbi sullo svuotamento, va ripensata l’intera area»

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FERRARA. Come può l'urbanistica aiutare a risolvere i problemi sociali? Se ne è discusso ieri pomeriggio nella Sala dell’Arengo del municipio nel corso dell'assemblea annuale di Italia Nostra. Una riunione dedicata in particolare al quartiere/rione Giardino, come noto da anni al centro di polemiche per il crescente degrado punteggiato dalla microcriminalità e oggetto di tentativi di riqualificazione da parte del Comune di Ferrara.

«Questa zona di Ferrara - ha detto l'architetto Andrea Malacarne, presidente della sezione estense di Italia Nostra - è ricca di elementi di qualità e, aggiungerei, di opportunità dal punto di vista urbanistico. Non a caso fu al centro della prima addizione novecentesca, grazie al lavoro di celebri architetti come Girolamo Savonuzzi. I problemi oggi sono evidenti - ha proseguito Malacarne - ; sicuramente non è giusto che ci siano zone dove i cittadini non si sentono sicuri».

Malacarne si è poi soffermato sugli interventi segnati dal successo come il recupero della palazzina Ex Mof e il cantiere del Meis, anche se in questo caso «si spera non ci siano rallentamenti da ora in avanti, visti i cambiamenti politici di livello nazionale che ci aspettano», ha osservato. Rilievi critici Italia Nostra riserva ai lavori di rinnovamento dello stadio («Si è intervenuti in condizioni di emergenza, quindi piuttosto malamente: è inaccettabile che il quartiere sia esteticamente così peggiorato»), ma l'associazione ribadisce anche le proprie perplessità sullo svuotamento del Grattacielo, un progetto su cui il Comune ha ottenuto fondi per due milioni di euro sulla base del bando per le aree degradate.

«Tutta la zona - sostiene Malacarne - sarebbe da ripensare, per andare oltre quell'isola spartitraffico che è rappresentata oggi dalla stazione e dalle due torri».

Per il Comune di Ferrara sono intervenuti il dirigente Davide Tumiati e l'assessore Aldo Modonesi, i quali hanno ricordato i contenuti dei progetti scaturiti dal bando periferie lanciato dal Governo.

«Nel quartiere Giardino il lavoro di repressione delle forze dell'ordine è sicuramente necessario ma non più sufficiente. Servono politiche di mediazione sociale e di rinnovamento urbano, queste in capo al Comune», " ha spiegato Modonesi che ha anche ribadito massima disponibilità al confronto da parte della Giunta comunale, nell'ottica più complessiva di risistemazione del Quadrivio Rossettiano soprattutto guardando al futuro di Palazzo Prosperi Sacrati, per ciò che riguarda altri due punti di criticità sollevati da Italia Nostra, ovvero l'ampliamento di Palazzo Diamanti («Siamo contrari nel metodo e nel merito, si rischiano di buttare quattrini», ha detto in conclusione Malacarne) e il trasloco della Pinacoteca in Castello, peraltro già bloccato dalla Soprintendenza.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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