Sfrattata dopo 27 anni Il Comune rivuole la casa
Bosco Mesola, l’anziana dovrà lasciare l’abitazione in cui vive dal 1991 Il sindaco Padovani: «Affitto mai pagato, serve trovare una soluzione»
BOSCO MESOLA. Il conto è arrivato ed è salato. Sfratto esecutivo per Antonietta Crivellari che dal 1991 vive in una casa a Bosco Mesola di proprietà comunale e per la quale non ha mai pagato l’affitto. Il Comune ha detto basta e ha chiesto che l’immobile venga liberato quanto prima. La donna, 73 anni a giugno, vive con la figlia e il nipote e nelle prossime settimane dovrà fare i bagagli e traslocare. L’anziana abita nella casa colonica dal febbraio 1991, da quando questa era stata assegnata dalla Provincia al marito, Carles Osti (deceduto poi nel 1999), per fare fronte all’emergenza abitativa nella quale versava il nucleo familiare.
L’immobile, di proprietà dell’Ersa (ente regionale per lo sviluppo agricolo dell’Emilia Romagna), venne preso in affitto dalla provincia di Ferrara per anticipare il trasferimento della famiglia Osti-Crivellari, mentre il Comune di Mesola aspettava i tempi amministrativi necessari per ricevere in donazione dall’Ersa l’immobile, che già ospitava per emergenza la famiglia. Da allora sono passati quasi 30 anni durante i quali la famiglia ha continuato ad abitare nella casa colonica, senza pagare un canone d’affitto che, stando a quanto riportato dagli atti, non era stato nemmeno mai chiesto dall’amministrazione nel corso di tutto questo tempo. «L’emergenza abitativa dovrebbe durare uno, due o cinque anni, non certo trenta. Abbiamo chiesto alla signora Crivellari - spiega il sindaco di Mesola, Gianni Padovani - di lasciare l’immobile per trasferirsi in un’altra struttura comunale pagando un canone d’affitto base di circa quaranta euro al mese ma non ha voluto».
I primi problemi legati alla casa sono emersi nel 2013, ma fino all’anno scorso tutto è andato avanti come sempre poi è arrivata l’ordinanza di sfratto e la condanna da parte del tribunale di Ferrara a pagare le spese giudiziarie. La famiglia, seguita dall’avvocato ferrarese Guido Menarini, però ha continuato a vivere all’interno della struttura. Ora un nuovo avviso di sfratto esecutivo, fissato per giovedì, ha turbato la Crivellari. «Hanno fatto ricorso e quindi non possiamo procedere fino a quando non verrà presa una nuova decisione», ha spiegato Padovani. «Perché sfrattare una famiglia da una casa di proprietà comunale per poi consegnarle le chiavi di un altro appartamento di proprietà del Comune? Non sarebbe più semplice lasciare tutto com’è?», ipotizza l’avvocato Menarini. Il Comune potrebbe chiedere alla Crivellari di cominciare a pagare l’affitto della casa in cui vive dal 1991. «I nostri legali - ha concluso Padovani - nei prossimi giorni ci diranno come opporci a questo ricorso». Nel frattempo tutto resta com’è.
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