Bper: affare da 74 milioni con gli immobili ex Carife
La banca popolare ha rilevato un vero patrimonio di fabbricati e terreni per 1 euro Dai 12 milioni della sede di Corso Giovecca, agli oltre 61 inseriti nei beni della Sei
L’acquisizione di quel che restava della Carife si è rilevata un grosso affare per Bper. La banca popolare dell’Emilia Romagna, oltre ad aver inglobato un istituto di credito ripulito dai crediti deteriorati, quasi dimezzato nel personale con un’operazione a monte, ha ereditato anche alla cifra simbolica di 1 euro anche un patrimonio immobiliare davvero rilevante, per un valore stimato che sfiora i 74 milioni di euro, al netto degli ammortamenti.
Solo la sede centrale di corso Giovecca ha un valore di oltre 12 milioni di euro, in quanto Palazzo Koch/Barbantini - dal nome dei due progettisti, il primo dei quali ha realizzato ad inizio secolo anche la sede della Banca d’Italia a Roma - più che un palazzo è un vero monumento ricco di storia, a cominciare dalla sua inaugurazione avvenuta alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Fin dallo scorso luglio, all’indomani dell’acquisizione della Carife, il direttore Togni e i vertici di Bper hanno fatto sapere di voler tenere quel palazzo come sede della direzione di Ferrara del gruppo bancario.
Il patrimonio immobiliare dell’ex Carife è stato stimato (sede esclusa) in oltre 61 milioni di euro (patrimonio dell’ex Carife Sei) e comprende numerosi palazzi di pregio e le varie sedi dove la banca aveva uffici, agenzie e filiali. Tra questi un immobile di pregio è senz’altro Palazzo Magrini in corso Giovecca per un valore di quasi 7 milioni, ristrutturato su progetto dell’architetto Carlo Bassi dopo l’acquisizione del Credito Agrario da parte di Carife. Rilevante anche il fabbricato inaugurato alla fine del 2002 da Carife in via Bologna, un vero centro direzionale della banca valutato su 4 milioni di euro. Oltre alla sede di via Donatori di Sangue la Bper ha avuto in dote molti appartamenti di quel palazzone che si erge prevalentemente su viale Kennedy tra il parcheggio centro storico e via Bologna. Altro edificio di pregio, del valore di circa 1 milione di euro è quello in angolo tra via Saraceno e via Terranuova , dove la banca ha deciso di tagliare lo sportello ex Carife agenzia 13 per trasformarlo in un punto bancomat e cassa continua h24. Solo in provincia di Ferrara gli sportelli di Carife, tra agenzie e filiali erano 68 a questi vanno aggiunti anche quelli fuori provincia e fuori regione. Nel complesso dopo l’incorporazione di Carife, dal 20 novembre sono stati chiusi 48 tra agenzia e filiali, tanto che Bper al momento ha portato la sua presenza in provincia di Ferrara a 55 sportelli. Ora la sezione che si occupa di immobili all’interno del gruppo della Banca popolare dell’Emilia Romagna sta predisponendo un piano per concretizzare al massimo questo patrimonio acquisito e in alcuni casi, in presenza di sedi dimesse, si procederà anche alla vendita di tali immobili, per recuperare ulteriori capitali.
Si può dire quindi che l’operazione Carife sia stata particolarmente vantaggiosa per la Bper che ha saputo aspettare il momento giusto per procedere all’acquisizione alle condizioni più favorevoli. Uniche condizioni per poter vendere una banca ferrarese ormai distrutta.
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