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Più grano, meno mais L’andamento per la semina 2018

Più grano, meno mais L’andamento per la semina 2018

Confagricoltura Ferrara analizza le previsioni dei cereali  «È atteso un calo anche nella coltivazione del riso» 

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Le coltivazioni di mais da granella a Ferrara sono aumentate dell’8% nel 2017 rispetto all’anno precedente, passando da 26.500 ettari a 28.700.

Confagricoltura Ferrara sulla base di una propria elaborazione, commenta questo risultato positivo per il settore ferrarese: «il prezzo medio riconosciuto al produttore è stato di circa 16,5 euro al quintale, in lieve incremento (3%) rispetto al 2016, ma ancora insufficiente per garantire un reddito soddisfacente, anche alla luce delle rese unitarie, scese nel 2017 ad una media di circa 85 quintali ad ettaro, contro i 102 q/ha del 2016 e ciò a causa del clima siccitoso. Tutto ciò ha portato ad un decremento della PLV 2017 di circa il 14% rispetto all’anno precedente».

Le previsioni di semina per il 2018 parlano di un calo dell’1,7% della superficie investita a mais a livello nazionale; prosegue quindi il declino della produzione che rimane pur sempre la principale coltivazione cerealicola nazionale per quantità di produzione, ma che negli ultimi anni è calata del 50% e ciò anche a seguito dell’impossibilità di utilizzare quelle innovazioni che consentirebbero un minor utilizzo di acqua e di prodotti chimici, quindi un contenimento delle spese di produzione, ed un più efficace contrasto ai parassiti (come piralide e diabrotica) ed alle malattie, con particolare riferimento a quelle fungine, consentendo un incremento di produzione ed un netto miglioramento della qualità del prodotto.

Per quanto riguarda gli altri cereali, atteso un incremento delle superfici a grano tenero del 4,5%, con punte del 5,8% nelle regioni di Nord Est (a Ferrara nel 2017 si era registrato un calo del 3%, portando gli ettari coltivati a poco più di 25.000), mentre per il grano duro è previsto un decremento su scala nazionale dell’1,8% concentrato nel sud ed isole, mentre al Nord Est i dati indicano un incremento del 6% e addirittura superiore al 9% nel Nord Ovest (a Ferrara nel 2017 si registrò un drastico decremento delle coltivazioni, pari al 34%, portando a meno di 19.000 gli ettari coltivati).

«È atteso un calo anche nella coltivazione del riso, pari al 4,5%, mentre per quanto riguarda le proteoleaginose - conclude Confagricoltura Ferrara - le previsioni di semina per il girasole indicano un calo pari al 7,6%, mentre la coltivazione di soia è prevista in calo dell’1,4%, anche se le previsioni per quanto riguarda Ferrara sono più pessimistiche, a causa del divieto, con decorrenza dal 1° gennaio scorso, dell’utilizzo di prodotti fitosanitari nelle aree destinate a focus ecologico (EFA) nell’ambito della componente greening. Le aziende che possiedono più di 15 ettari a seminativo, sono infatti obbligate a realizzare una superficie pari al 5% da destinare ad area di interesse ambientale, ed a Ferrara per assolvere a tale obbligo si era fatto largo uso delle azotofissatrici come la soia, ma il divieto preclude ora tale possibilità ed è molto probabile che ciò costringerà gli agricoltori a ricorrere al set-aside».

Andrea Tebaldi



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