«Turismo, negozi e futuro le mancanze del Comune»
Ro, il consigliere d’opposizione Pavani evidenzia le pecche dell’amministrazione «Area golenale deserata, le attività chiudono e la programmazione è assente»
RO. Gabriele Pavani, consigliere della lista di opposizione Il Borgo, contesta apertamente le linee guida del bilancio di previsione 2018 del Comune di Ro, ovvero l’ultimo possibile bilancio di questo ente andasse in porto la fusione con Berra. Pavani fonda la sua critica su due aspetti della gestione amministrativa roese, il turismo e le scuole.
«Questi erano essenzialmente gli obiettivi di mandato di questa giunta - commenta -. Ebbene, a livello di turismo, lento o veloce che sia, era tutto concentrato sull’area golenale, dove è stato collocato il Mulino del Po con notevole esborso di risorse. Ma l’area è brutta, i locali che dovrebbero supportarla sono sempre chiusi e così la zona è pressoché deserta. Per non parlare dell’area subgolenale, abbandonata, piena di buche con l’unico servizio - a spese del Comune - a favore dei camper che si fermano nell’area. E se parliamo di scuole, il recupero delle ex elementari di Guarda è finito nel libro dei sogni, la fondazione Braghini Rossetti che ha gestito l’area è inadempiente rispetto agli impegni presi, ma sindaco e giunta aspettano fiduciosi non si sa che cosa».
Ma la critica decisa di Pavani si concentra soprattutto sulle opere pubbliche: «Intanto l’area Pep, la cui ditta concessionaria dell’urbanizzazione sparita e la fideiussione a favore del Comune di Ro non è fruibile perché sottoscritta con una finanziaria fallita. Un errore della passata legislatura continuato in questa ed ora per tornare in possesso dell’area servirà un’azione legale».
«Ogni anno - continua - nel bilancio di previsione c’è una somma per il mutuo ventennale dei locali di piazza Umberto I. Un mutuo oneroso per le “Botteghe del territorio” che, di fatto, serve a nulla quando, invece, si dovrebbero sostenere i piccoli esercizi commerciali nel centro di Ro e nelle frazioni, anche perché alla fine dello scorso anno solo in centro nel capoluogo hanno chiuso tre attività (l’edicola tabaccheria, una macelleria e il negozio di alimentari; ndr) e questo non è bel segnale».
Insomma, un quadro piuttosto critico, completato dall’analisi delle cose non realizzate, sempre secondo Pavani: «FutuRo, il gruppo di professionisti finanziato dal Comune nel 2015 per lo sviluppo del territorio è sparito di scena dopo pochi mesi. Poi, lo scorso anno il sindaco Antonio Giannini si era impegnato - con l’avvallo di Clara - a costruire l’isola ecologica di Ro, ma non se ne parla più. E pensiamo anche al consorzio agrario, in piccola parte venduto, ma quella rimasta in dote al Comune è in stato di abbandono, come quando fu acquistato. E non dimentichiamo che il nostro è uno dei pochi Comuni in regione a non avere una palestra. Il 2018? Poche speranze, il bilancio presentato è ridotto quasi a zero, senza programmazione e briciole da utilizzare nel territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
