“Dance for life” per il Ramazzini
Con la danza il sostegno alla ricerca dell’istituto oncologico
ARGENTA . “Dance for life”, manifestazione organizzata dalla sezione argentana dell’istituto Ramazzini, ha ottenuto venerdì sera un quasi tutto esaurito al Teatro dei Fluttuanti di Argenta. E non poteva essere diversamente vista la motivazione di fondo ovvero, finanziare la ricerca del Ramazzini ma anche il tipo di spettacolo proposto con tanti bambini e ragazzini sul palco appartenenti alle scuole di ballo dell’Asd “Energie in movimento” di Paola Taglioni e ”Sportinsieme” di Sabrina Salani.
«La serata è andata molto bene - ha commentato la presidente Denis Foligatti -, il teatro era pieno, un pubblico sensibile e generoso. Sono stati raccolti 1400 euro. Meravigliosi i bambini della baby dance che hanno strappato moltissimi applausi, belle coreografie trascinanti dei ragazzi dell’hip hop».
Alla presidente Foligatti, però, preme evidenziare quanto riferito da Ilaria Menghetti, giovane ricercatrice dell’Istituto Ramazzini riguardante i risultati della ricerca appena conclusa sulle onde elettromagnetiche. «Ci ha dato importanti istruzioni sull’utilizzo dei cellulari ma oltre a questo - aggiunge - ha parlato di come i risultati preoccupanti di un primo breve studio sulla tossicità del glifosato, ne abbiano suggerito uno, appena partito, sulla cancerogenicità. Uno studio a cinque anni, con costi molto importanti. Per questo l’Istituto Ramazzini ha fatto partire un grande campagna internazionale di raccolta fondi online attraverso la piattaforma paypal o le carte di credito all’indirizzo web glyphosatestudy.org ».
Con la ricerca - ricorda la presidente Foligatti - la scienza «può dare risposte certe ma per farlo deve essere libera da qualsiasi conflitto di interesse, da qualsiasi manipolazione. L’Istituto Ramazzini esiste, gli scienziati indipendenti esistono, ma hanno bisogno di essere finanziati». «Quello che è necessario nello studio delle malattie ambientali per la tutela della nostra salute - conclude -, è un cambio di modello di riferimento: se le lentezze istituzionali e burocratiche soffocano la ricerca, le persone possono sostenerla. Ognuno di noi può dire “questo è il mio studio” ed ogni contributo sarà significativo».(g.c.)
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