Un bando rilancia l’ex azienda Fante
Fiscaglia, c’è tempo fino al 20 marzo per le domande Parole d’ordine: agricoltura bio e legame con il territorio
FISCAGLIA. È di certo uno dei bandi più attesi per la recente storia del giovane comune di Fiscaglia. Quella sull’ex azienda Fante, secondo gli intenti dell’amministrazione comunale, è una gara - le domande vanno presentate entro mezzogiorno del 20 marzo - che potrebbe fungere come veicolo di opportunità per il territorio e che contempli progettualità e innovazione per il rilanciare in chiave moderna quello che negli anni passati è stato un sito produttivo agricolo di riferimento per il basso e medio ferrarese.
L’azienda Fante originariamente apparteneva al ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ed è divenuta proprietà esclusiva comunale a seguito di riorganizzazione e dismissioni delle strutture e delle proprietà del ministero.
Si tratta di circa 120 ettari complessivi, in un unico corpo, con gli opportuni collegamenti interaziendali, interamente servita dal punto di vista irriguo e attualmente condotta a erba medica in regime biologico. Unitamente ai terreni, il bene in oggetto comprende quello che un tempo, quando l’azienda Fante era operativa, era il centro aziendale, composto da diverse unità immobiliari.
L’auspicio del Comune è aver centrato la scelta «di porre a valore all’interno del bando stesso, non solamente l’aspetto economico, ma tutti quegli elementi - spiega il vice sindaco e delegato all’Agricoltura, Fabio Tosi - che ricadono nella sfera della valorizzazione del bene» e dei progetti che intendono favorire la creazione di occupazione giovanile, l’integrazione tra agricoltura e piccole medie imprese, anche di altri settori, attraverso la valorizzazione di accordi di filiera, start-up ed inclusione sociale.
Al bando sono ammesse a partecipare persone fisiche o giuridiche, singole o costituite in raggruppamenti temporanei o rete di impresa.
Chi sarà quindi interessato alla partecipazione dovrà presentare un “Progetto di utilizzazione e valorizzazione” del fondo attraverso una relazione tecnicoagronomica.
«Leggendo il bando – prosegue Tosi – credo emerga in modo altrettanto evidente il legame che si vuole mantenere con il territorio e le aziende del territorio, un legame fatto di agricoltura prevalentemente biologica, sulle cui produzioni oggi si registra una domanda sempre più crescente sul mercato interno e internazionale, ma che è e può rappresentare un vero e proprio laboratorio di agricoltura sostenibile».
Va poi evidenziato che la durata della concessione è di 15 anni con possibilità di proroga al termine contrattuale. Per cercare di incentivare la presentazione di progetti di valorizzazione – ha specificato il vice sindaco - «ad assegnazione avvenuta il soggetto beneficiario potrà inoltre godere di una riduzione del canone annuo complessivo pari al 50% in rapporto alla superficie destinata allo sviluppo del progetto».
Alessio Duatti
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