Il turismo grande risorsa Crea più imprese e indotto
Indici tutti in crescita nell’ultimo anno anche per le aziende dei giovani Ristorazione, attività immobiliare e di intrattenimento ai primi posti in provincia
E la nava va. Anche se metaforicamente è più una batana, ma quello 0,9% in più di aziende rispetto all’anno precedente che fa registrare il Comune di Comacchio, segna un piccolo ma significativo segnale di ripresa per l’economia di un territorio a lungo provato dai morsi della crisi. Il mare e il vento di bonaccia hanno spinto in alto tutti gli indici, a cominciare dal valore aggiunto pro capite. Se a questo si aggiunge, caso unico in provincia, che tutti i vari indicatori sulle tipologie di aziende sono in positivo, c’è da dire che il 2017 è stato un buon anno dal punto di vista economico per Comacchio, che rafforza la sua posizione di 3º comune della provincia per numero di imprese 2.827, dietro solo a Ferrara e Cento. Nel decennio della crisi Comacchio ha perso il -4.8%, a fronte di una media provinciale del -8,4%, segno che c’è stata una sostanziale tenuta e il gap rispetto al 2007 sta per essere colmato. Sono in crescita le imprese giovanili con l’8,1% del totale, media superiore a quella già buona della regione Emilia Romagna di 7,7% di imprese che hanno per titolare un under 35. Crescono anche le imprese femminili: 23,8% del totale, settimo comune in Provincia in questa graduatoria e al di sopra della media provinciale. Balzo in avanti anche per le imprese artigiane che arrivano al 25% del totale, un po’ al di sotto del dato medio ferrarese così come le imprese straniere in espansione ma non arrivano al 6%, a differenza di molti comuni, soprattutto nell’alto ferrarese, dove le imprese non italiane sono già in doppia cifre percentuale.
E a proposito di stranieri, la componente anagrafica è tra le più ridotte nel ferrarese, rappresenta, solo il 5,53% della popolazione con una predominanza di cittadini romeni. L’indice di anzianità è contenuto anche se il rapporto è di 284 persone con età superiore ai 65 anni a fronte di 100 giovani con età sotto i 20 anni, questi ultimi rappresentano il 13,2% della popolazione. L’economia comacchiese è particolarmente legata a due fattori, in particolare al turismo e in seconda battuta alla pesca, anche se va a periodi e non solo per i fermi imposti dalle autorità. Indubbiamente quando come nel 2017 si registrano veri boom di presenze sia di turisti italiani che stranieri, l’economia gira e muove un volano che produce ricchezza in vari settori. Non solo la ristorazione e l’attività di recezione, che occupa una abbondante fetta di manodopera sia pure stagionale, con oltre il 13% delle imprese operanti, ma anche l’attività immobiliare 8%, di intrattenimento 3%, di noleggio 2% e ovviamente il commercio al dettaglio dove il comune ha il primato ferrarese con il 16%.
Un settore questo che ha risentito meno della crisi e delle varie chiusure di attività sui lidi rispetto ad altre zone della provincia. Generalmente stazionario, tendente al calo, il settore delle costruzioni dopo il boom dei decenni scorsi.
La pesca e l’acquacoltura si confermano attività di grande rilevanza per l’economia comacchiese con un 14,3% sul totale delle imprese, anche se Goro appare irraggiungibile su questo settore con l’85,1% delle attività e a fronte di una media provinciale del 5%. Il sole sembra tornato a splendere a Comacchio, la speranza è che l’alta pressione continui.
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