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La scuola non c’è più Per demolirla occorrerà un mese

di Samuele Govoni
La scuola non c’è più Per demolirla occorrerà un mese

Dosso, iniziato l’abbattimento dell’edificio eretto nel 1939 Il sindaco: adeguamenti più impegnativi della ricostruzione

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DOSSO. La prima a cedere sotto i morsi della pinza meccanica è stata la tettoia e poi è toccato al tetto. È iniziato ieri mattina l’abbattimento delle scuole elementari di Dosso, operazione che durerà circa quattro settimane; smaltimento macerie compreso. In questi giorni il plesso verrà divorato dalla gru della ditta poggese Bovina che, dal 2012 ad oggi, si è occupata di un centinaio di demolizioni nell’Alto Ferrarese.

«Dopo il terremoto abbiamo abbattuto case, capannoni, aziende e anche il Centro Civico di San Carlo ma questo edificio - spiega Alberto Bovina, titolare dell’azienda - sarà impegnativo da buttar giù. È molto grande e occorreranno diversi giorni per demolire tutto, come funziona? Si parte dall’alto e si procede verso il basso. Non c’è un punto particolare da cui cominciare, abbiamo iniziato dalla parte anteriore per motivi di spazio, tutto qui». In parecchi ieri mattina si sono radunati davanti alla scuola, ormai ex, per osservare l’abbattimento dell’edificio che era stato costruito nel 1939 e che aveva superato (quasi) indenne il terremoto del maggio 2012.

«L’edificio aveva riportato lesioni di tipo C ma - spiega Roberto Lodi, sindaco di Terre del Reno -, nel corso di quell’estate la struttura venne ristrutturata e a settembre l’anno scolastico 2012/2013 riprese regolarmente. L’edificio necessitava comunque di interventi di consolidamento e adeguamenti antisismici ma sarebbe costato di più effettuare queste “correzioni” piuttosto che demolire tutto e ripartire da zero e quindi, si è scelto di imboccare la seconda strada». Le pratiche rimasero ferme fino al commissariamento del Comune dopo che Toselli aveva lasciato la carica di primo cittadino per correre come sindaco di Cento. Dopo il trasloco temporaneo degli studenti a Sant’Agostino e lo svuotamento totale della scuola (scantinati inclusi) ieri si è cominciato a demolire. Niente esplosivo stavolta, troppo costoso e troppa polvere. Il costo complessivo “della partita”, dall’abbattimento all’inaugurazione del nuovo plesso, supera di poco i due milioni di euro. Nel pannello affisso a una delle transenne che circonda il cantiere c’è scritto: “Fine lavori 15 settembre 2018”. Ciò significherebbe che i battenti riaprirebbero in pari con l’inizio del nuovo anno scolastico; niente più bambini pendolari dunque. «Questo è l’obiettivo ed una bella sfida - ha commentato Filippo Marvelli, vicesindaco di Terre del Reno -. Se riuscissimo a svolgere tutto nei tempi prestabiliti sarebbe un bellissimo traguardo. Capiamo che questo trasloco forzato rappresenti un disagio per bambini e famiglie ma tra pochi mesi ci sarà una scuola nuova per tutti i bambini dossesi di oggi e di domani».

Scuola e palestra, che prima non c’era. Accanto all’edificio scolastico infatti sarà eretta pure una struttura adibita all’attività sportiva scolastica. A differenza di quella attuale, ormai semidistrutta, la nuova scuola sarà distribuita su un unico piano. «Da un punto di vista sentimentale - dice uno degli uomini avvicinatosi per vedere i lavori - è un peccato ma bisogna guardare il lato pratico e concreto: il nuovo edificio sarà certamente migliore».

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