Oggi il senso civico deve crescere sui banchi di scuola
COMACCHIO. Il fatto risale all’agosto 2016, quando sei minorenni, dopo aver rubato un’auto, sono rimasti coinvolti in un brutto incidente stradale sulla statale Romea. Ora dovranno rispondere i...
COMACCHIO. Il fatto risale all’agosto 2016, quando sei minorenni, dopo aver rubato un’auto, sono rimasti coinvolti in un brutto incidente stradale sulla statale Romea. Ora dovranno rispondere i genitori dei responsabili della “bravata” e questa è solo una delle conseguenze che possono derivare da reati e comportamenti scorretti, posti in essere da minori. Perché la notizia torna a far riflettere? A metterla in luce ieri mattina a Palazzo Bellini il comandante della compagnia carabinieri di Comacchio, tenente Andrea Coppi ed il comandante del Norm, maresciallo maggiore Gianfranco Falferi, attraverso esempi concreti, hanno spiegato agli alunni delle classi seconde e terze dell’istituto A. Zappata di Comacchio come «il senso civico è un orientamento a vivere la società civile, il principio ispiratore della buona vita di tutti i giorni, nel rapporto con gli altri. Il nostro ordinamento - ha aggiunto il tenente Coppi -, calibra i comportamenti contrari alla legge e alle normative».
Il progetto “Cultura della Legalità” è diventato un’occasione di confronto aperto tra gli alunni e l’Arma dei Carabinieri intorno a tematiche complesse, che spesso rimbalzano, purtroppo agli onori della cronaca, a partire del bullismo, al cyberbullismo, all'abuso di sostanze stupefacenti e al consumo di alcol.
«Il bullo non parte con l’idea di compiere un reato - ha sottolineato il comandante della compagnia carabinieri Coppi - perché interpreta il suo comportamento come uno scherzo, anche se di pessimo gusto e così viene recepito anche da chi non lo pone in essere, ma si limita a guardare passivamente, senza intervenire e senza preoccuparsi delle conseguenze gravi di questi comportamenti, che possono incidere sia sulla sfera personale di chi subisce, sia sulle famiglie». La sottrazione di un libro ad un compagno di classe, ad esempio, che poi ricompare dopo qualche giorno, in seguito lascia il posto a spintoni, per dare il via ad una spirale preoccupante di episodi di violenza che vanno bloccati sul nascere. «La scuola è la prima faccia dello Stato - ha aggiunto il maresciallo maggiore Gianfranco Falferi -; da qui parte l’educazione alla legalità, che significa educare alla responsabilità. Genitori e insegnanti hanno compiti difficili e rappresentano i pilastri del futuro».
Katia Romagnoli
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