Vitali: per il vero salto di qualità serve una rete di fornitori locali
«Sviluppare maggiormente l’economia al servizio del turismo». È questo il concetto base che emerge dal ragionamento di Gianfranco Vitali, storico imprenditori dei Lidi, da cinquant’anni nel settore...
«Sviluppare maggiormente l’economia al servizio del turismo». È questo il concetto base che emerge dal ragionamento di Gianfranco Vitali, storico imprenditori dei Lidi, da cinquant’anni nel settore della ricezione con il suo Camping Florenz e dallo scorso anno nella cabina di regia di “Destinazione turistica Romagna” in qualità di coordinatore per le piccole imprese. «I dati parlano chiaro - osserva Vitali - a Comacchio il turismo quando tira produce ricchezza e indotto e il 2017 è stato un anno molto positivo. Un dato su tutti: la costa comacchiese ricopre con i suo 23 chilometri circa un quarto dell’intera costa emiliano romagnola. Ebbene non corrisponde un altrettanto rapporto per numero di presenze turistiche. A Rimini si sono contati 15 milioni di pernottamenti, da noi, ed è stato un buon anno, il computo si ferma a 2 milioni e mezzo. Bisogna lavorare quindi per creare posti letto di qualità, con nuovi alberghi, villaggi e strutture di accoglienza dei turisti. Tra i dati positivi emerge che gli stranieri in proporzione preferiscono la nostra cosa rispetto alla Romagna».
Vitali chiede anche un maggiore coordinamento e apprezza il fatto che la promozione turistica stia premiando anche la città di Comacchio con richieste specifiche per rimanere nel centro storico. Inoltre sottolinea come la leggenda che i romagnoli siano più abili del comacchiesi nell’offrire servizi ai turisti, negli ultimi anni tende a diventare solo una diceria, perché, con i fatti, proprio la spinta dei turisti verso il litorale comacchiese e i suoi servizi è stata tangibile. «L’economia comacchiese – osserva Vitali – avrebbe bisogno di supportare meglio la grande risorsa del turismo e per far questo bisognerebbe creare una struttura parallela e coordinata nei vari settori. Faccio un esempio, la gran parte degli operatori turistici si approvvigiona non nel comune di Comacchio ma nel Veneto o in Romagna. Manca ad esempio una vera industria di trasformazione del pesce. Manca anche un punto di rifornimento a chilometri zero per quanto riguarda frutta e verdura, nonostante il nostro sia un territorio a vocazione agricola. Mancano soprattutto aziende a supporto della nautica o degli stabilimenti balneare. Anche queste infrastrutture si vanno a comprare altrove».
Come ultima analisi Vitali vede nel Parco del Delta unico una bella opportunità di crescita per Comacchio che si troverebbe al centro di questo progetto.
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