Dialogo aperto per la Ztl Comune disposto a trattare
Il sindaco: «Sì a proposte concrete che vadano bene a tutti i commercianti» Intanto scatta l’invito a investire sull’artigianato locale in centro a Comacchio
COMACCHIO. Il sindaco Marco Fabbri apre le porte alla discussione sulla Ztl in centro storico a Comacchio. Da due anni sono state installate le telecamere in entrata e in uscita e mentre inizialmente la protesta era solo di alcuni, in questi ultimi mesi sembra sia allargata a macchia d’olio e i commercianti chiedono di rivedere orari e deroghe.
«Gli incontri con i commercianti sono costanti - spiega il sindaco - ma il problema è che al momento non ci sono richieste unanimi, nel senso che il problema è che ognuno vuole accedere ad orari diversi e in questo modo la zona a traffico limitato si vanificherebbe». E aggiunge, «la riposta dell’amministrazione è sì alla flessibilità per i commercianti, no invece ad aperture generalizzate. La Ztl c è da 30 anni a Comacchio e le telecamere non hanno innovato nulla, se non il maggiore controllo. Questo punto era nel programma elettorale ed è stato votato dalla maggioranza dei comacchiesi».
«Ricordo anche un acceso dibattito in campagna elettorale dove sono state spiegate le diverse posizioni - va avanti il primo cittadino - vent’anni fa c’era un sistema commerciale diverso, qui non esistevano i centri commerciali e l’offerta era più ricca: non si può imputare il cambio delle abitudini dei consumi alla Ztl». E arriva anche l’invito di Fabbri a guardare oltre. «Oggi si deve lavorare su un offerta diversa, su orari di apertura diversi e magari evitare, come succede in estete, di far trovare i negozi chiusi ai turisti, puntare anche su una maggiore qualità e innovazione. Bisogna lavorare sull’artigianato, oggi di fatto assente, sui prodotti tipici, su marchi di qualità. Per esempio non esiste nessun esercizio che venda riproduzioni del museo (basi, calzari...) che tutti comprerebbero». Infine, «in nessun comune hanno 12 ore per accedere, quindi bisogna trovare un compromesso. Se arriva una proposta unitaria dalle associazioni di categoria sempre sulle 12 ore, e non dai singoli che sono oltre 50 già incontrati più volte, la valutiamo. Siamo dunque a disposizione per una rimodulazione che però non superi l’attuale monte complessivo».
Porte aperte dunque ma con proposte concrete in mano. Intanto nel prossimo consiglio comunale il consigliere d’opposizione Maura Tomasi presenterà una interpellanza proprio per cercare di capire quali sono i margini di intervento e che intenzioni ha il Comune in qusto senso.
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