Il Cavo Napoleonico mette al sicuro dalla piena del Reno
Al ponte della Cardinala l’acqua lambisce gli argini maestri ma i residenti sono tranquilli e il fiume non fa paura
ARGENTA. Quest’ultima piena del fiume Reno non fa più paura ai residenti in zona. Forse può impressionare per così tanta acqua che lambisce gli argini maestri nei pressi del ponte sulla via Cardinala, la strada che porta a Campotto. Un luogo, questo, che per tutta la giornata di ieri, grazie anche ad un sole seminascosto, ha favorito la curiosità di persone mentre passeggiavano lungo gli argini.
Di certo - e va rimarcato -, c’è che, chi come i tecnici del Consorzio della Bonifica Renana, avevano previsto che la piena sarebbe passata ieri pomeriggio ad Argenta appena sotto i 10m sul livello del mare, ebbene, è stata una previsione centrata in pieno.
Lunedì, a mezzanotte, il livello idrometrico presso Beccara Nuova, ad Argenta, ha segnato 9,60 m e quindi di un metro e 40 al di sotto della linea arancione posta a 11m. Da quel momento fino al tardo pomeriggio di ieri, la piena si è livellata senza generare alcun problema.
«Questo grazie anche alle manovre idrauliche fatte sul Cavo Napoleonico - tengono a precisare gli stessi tecnici - che hanno permesso di ridurre i livelli qui da noi, ad Argenta». L’unico dato che stava generando qualche preoccupazione, è stato registrato a Gallo con il superamento dell’arancione ma soprattutto a Gandazzolo quando alle ore 12 di ieri, il livello ha superato la linea arancione di ben un metro.
La piena, però, arrivando nell’argentano, trova più spazio e quindi il livello ha modo di distendersi anche perchè, a Ponte Bastia, l’Idice e il Sillaro hanno scaricato. Le previsioni dicono che, per tutta notte e nella mattina oggi, il Reno rimarrà su queste quote e inizierà a calare nel pomeriggio».
Riguardo, infine, alle questione casse di espansione, i 110 ettari della cassa Bassarone sono pressoché pieni, ribadiscono dalla Bonifica, mentre nei 450 ettari della cassa Campotto di spazio ce n’è ancora in abbondanza.
«Preferiamo però - fanno notare dalla Renana - gettare acqua il più possibile in Reno e stivarne di meno nelle casse questo perché, quando tutto si sarà calmato, quell’acqua sarà da recuperare, rimetterla in circolo solamente quando il Reno è basso, a quota 7 metri».
Giorgio Carnaroli
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