Il progetto del ponte strallato resta chiuso nel cassetto
Il raddoppio dell’attuale ponte della Statale 16 o, in alternativa, un ponte nuovo di zecca più a monte. Sono queste le soluzioni più radicali emerse in questi anni per eliminare la strozzatura di...
Il raddoppio dell’attuale ponte della Statale 16 o, in alternativa, un ponte nuovo di zecca più a monte. Sono queste le soluzioni più radicali emerse in questi anni per eliminare la strozzatura di Santa Maria-Pontelagoscuro che ad ogni rottura mette in crisi la viabilità di due regione. Nel cassetto è conservato da anni un progetto che è stato perorato soprattutto in questi anni dal sindaco di Occhiobello per realizzare la nuova struttura, più adeguata ai tempi moderni. «Quel ponte è stato costruito nel 1949 e mostra tutta la sua età, la soluzione più logica sarebbe costruirne uno nuovo - è il ragionamento di Chiarioni - La posizione migliore sarebbe tra Santa Maria e Occhiobello, dopo il cimitero, in connessione con la rotatoria e la nuova viabilità in costruzione a nord dell’abitato, e la possibilità di collegarsi sul lato emiliano all’uscita dell’A13 Ferrara Nord. Certo, servirebbe un nuovo collegamento viario sul versante ferrarese, e lo stesso ponte sarebbe più lungo dell’attuale: 650 metri a quattro corsie, contro 400 metri a due. Il costo? Circa il doppio rispetto all’ipotesi di raddoppiare il ponte esistente, con un altro manufatto a due corsie, collegandosi alla viabilità già esistente: questa soluzione costerebbe 25-30 milioni di euro». Le due ipotesi sono tratte da uno studio di fattibilità donato agli enti locali da un ingegnere veneto, Alessio Pipinato, che si era interessato alla questione quando l’attuale sindaco di Occhiobello era assessore provinciale di Rovigo. Chiarioni “tifa” per il ponte nuovo, anche perché «quello vecchio fa da diga alla corrente, accumulando detriti durante le piene, a causa dei suoi numerosi piloni».
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