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L’ibis sacro arriva nelle Valli

L’ibis sacro arriva nelle Valli

Alcuni esemplari individuati nell’area dietro le scuole elementari

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PORTO GARIBALDI. Nei geroglifici egizi gli ibis sacri sono raffigurati con il corpo d’uomo e la testa di uccello, ma dalla valle del Nilo sono approdati anche in Europa e alcuni esemplari sono stati avvistati in questi giorni a Porto Garibaldi. Qualche appassionato di fotografia ha immortalato in un’area verde allagata, dietro la scuola di elementare, alcuni ibis sacri, che sono uccelli acquatici, da non confondere con gli antagonisti ibis eremita, che in Europa si erano estinti, ma che si sta cercando di reintrodurre. «Sono onnivori, si cibano anche di topi, rane, vermi, uova di altri uccelli, - spiega il birdwatcher Menotti Passarella - compresi quelli di gabbiano ed entrano in competizione con altre specie, come aironi e garzette, per la nidificazione. Si stanno trasferendo ora nelle nostre zone, ma ce ne sono già molti in Lombardia e Piemonte, dopo essersi moltiplicati negli zoo». L’ibis sacro si distingue da quello eremita per il piumaggio: nel primo si presenta bianco e nero, nel secondo la colorazione è solo nera.

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