La Nuova Ferrara

Ferrara

il comune dovrà cercare di ridurre le quantità smaltite 

Meno rifiuti inceneriti? Ci sono due ostacoli

Meno rifiuti inceneriti? Ci sono due ostacoli

Si riapre la partita dell’inceneritore di via Diana. Dopo aver infiammato un lustro di battaglie politiche, a cavallo del decennio scorso, l’impianto che brucia i rifiuti urbani indifferenziati di...

3 MINUTI DI LETTURA





Si riapre la partita dell’inceneritore di via Diana. Dopo aver infiammato un lustro di battaglie politiche, a cavallo del decennio scorso, l’impianto che brucia i rifiuti urbani indifferenziati di tutta la provincia, e anche oltre, è tornato al centro dell’attenzione di un’assemblea comunale. È successo l’altra sera quando, a sorpresa, i dem Dario Maresca e Tommaso Cristofori hanno presentato, in coda alla discussione sul nuovo Regolamento rifiuti, una risoluzione che impegna la giunta a «concordare con il gestore la riduzione dei rifiuti trattati nell’impianto di termovalorizzazione di Ferrara». Lo scontro tra Herambiente e gli enti autorizzatori, con la Provincia allora in primo piano, si giocò per anni proprio sul “tetto” all’utilizzo di un impianto che avrebbe una capacità d’incenerimento anche superiore alle 142mila tonnellate dichiarate, ed è carico di valenze economiche (ogni tonnellata vale più o meno 100 euro) e ambientali, legate queste ultime allo stimolo per la raccolta differenziata e all’inquinamento causato dalle emissioni.

Dopo anni di braccio di ferro e ricorsi giudiziari, effettivi e solo minacciati, si fissò il tetto a 130mila tonnellate all’anno, con «assoluta priorità di accesso - si legge nella prescrizione Aia - ai rifiuti urbani prodotti nell’ambito unico regionale fino al pieno soddisfacimento del fabbisogno indicato nel Piano d’ambito», e poi, «in via complementare e minoritaria, nel pieno e vincolante rispetto del “principio di prossimità”», anche ai rifiuti speciali non pericolosi. Questa quantità può essere superata, fino appunto alle 142mila tonnellate, con rifiuti urbani extraregionali solo per le conclamate emergenze.

Il tetto da abbassare, stando al Pd, è appunto quello delle 130mila tonnellate. Il documento approvato lunedì fa riferimento appunto ai risultati del sistema-calotte, «i dati positivi riscontrati nei primi mesi di utilizzo del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti consentono (...) di poter contribuire in modo significativo sia alla riduzione del monte rifiuti indifferenziati regionale, e quindi alla riduzione dei rifiuti avviati negli impianti più datati, sia nello specifico ad una riduzione della quantità di rifiuti avviata nell’impianto di Ferrara». C’è quindi lo spazio, è il ragionamento dem, per una diminuzione dei conferimenti: è veramente così?

Sono due gli elementi da considerare. L’inceneritore di via Diana fa parte della rete degli impianti regionali di trattamento rifiuti che ha come obiettivo l’autosufficienza. Il Piano regionale rifiuti prevede la chiusura di due degli inceneritori più vecchi, grazie proprio all’obiettivo-70% di differenziata al 2020, con questo calendario: nel 2019 l’impianto di Ravenna, a fine 2020 quello di Piacenza. Gli indifferenziati romagnoli finiranno inceneriti a Forlì, ma il piano nulla dice sui piacentini, e in ogni caso le quote di rifiuti speciali che vengono ora smaltite negli impianti in futuro destinatari degli Rsu di Piacenza, dovranno essere distribuite sulla rete regionale. Non basterà insomma il tavolo Comune-Hera per stabilire il nuovo tetto di via Diana, bisognerà fare i conti con la Regione. Le limitazioni all’impianto di separazione di Ostellato, inoltre, fanno aumentare di colpo la quota d’indifferenziata provinciale. C’è inoltre da presumere che non sia facile convincere la multiutility ad autolimitare la capacità dell’impianto, che in questi anni è stato spesso saturato proprio perché è tra i più efficienti (molto al di sotto dei limiti emissivi), e redditizi, a livello regionale. Già Hera ha dovuto rinunciare a suo tempo alla quota aggiuntiva di biomasse. (s.c.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google