Sconto case sfitte ecco i beneficiari
Nodo giuridico da sciogliere. Rebus-pannolini
Il nuovo Regolamento rifiuti approvato lunedì sera è il risultato di una bozza della giunta e di una miriade di ritocchi e aggiunte risultate dall’approvazione di emendamenti, anche dell’ultimo minuto. Gli uffici comunali dovranno quindi lavorare parecchi giorni per ricavarci un corpus organico di norme, che andranno applicate senza particolari margini interpretativi da parte di Hera, in maniera retroattiva, cioè a partire dall’1 gennaio 2018. È probabile uno slittamento della bollettazione in questo primo anno di applicazione, visti i tempi tecnici e l’imposizione, proprio attraverso una risoluzione dei consiglieri Alessandro Talmelli e Pietro Turri (Pd), di una tariffazione «almeno» trimestrale. C’è chi ipotizzava ieri una prima bolletta a maggio, e le altre a distanza di due mesi.
La lente degli uffici sarà puntata in particolare sull’emendamento scritto e presentato direttamente in consiglio da Dario Maresca (Pd), che introduce una novità su di un tema molto sentito dagli utenti Tari: l’esenzione delle case sfitte. L’emendamento, che piega una ferrea interpretazione degli uffici comunali, prevede l’esenzione «limitatamente alla parte variabile della tariffa», per «le unità immobiliari (sia domestiche che non domestiche) che risultino chiuse, inutilizzate e prive di allacciamenti individuali ai pubblici servizi, anche arredate, purché in tale circostanza sia confermata da idonea documentazione e limitatamente al periodo durante il quale sussistono le condizioni di cui sopra». In sostanza, lo sconto riguarda gli appartamenti vuoti e senza utenze di gas e luce, mentre per quanto riguarda l’acqua vengono ricompresi gli appartamenti serviti con contatori di condominio, che non consentono chiusure delle utenze singole; il beneficio riguarda anche gli appartamenti ammobiliati, altra novità introdotta dall’emendamento. Si tratta di una delle questioni più trattate nei “corpo a corpo” tra utenti e Ufficio Tari, e non a caso era stata oggetto di due emendamenti, di Claudio Fochi (M5s) e Vittorio Anselmi (FI), che chiedevano esenzioni anche più ampie di quelle poi riconosciute. Uno degli elementi centrali delle obiezioni tecniche a questi emendamenti è sempre stata il presunto divieto legislativo a rinunciare a incassi da parte di immobili «potenzialmente in grado di produrre rifiuti urbani»: anche la formulazione dem è in contrasto con le norme legislative?
«Bisogna tener conto - spiega Alessio Stabellini, dirigente del settore Ambiente - che la quota fissa qui viene mantenuta, mentre si toglie quella variabile. Guarderemo nel dettaglio anche questa norma per stabilirne la compatibilità». L’incognita ulteriore è che tocca a Hera effettuare la bollettazione e quindi applicare la norma, nel giro di poche settimane.
Per quanto riguarda le altre novità, si apre un interrogativo sui pannolini: un secondo emendamento firmato Maresca cancella infatti l’obbligo di presentare un’autocertificazione per chi ha in famiglia un bambino con meno di 36 mesi. «La riduzione è riconosciuta automaticamente in quanto la modifica del nucleo familiare è comunicata al gestore dal Comune» si legge ora sul Regolamento, che appunto ha validità a partire dall’1 gennaio 2018. Sembrerebbe, dunque, che l’automatismo entri in funzione già da quest’anno, e non dal 2019 com’era parso di capire durante il dibattito.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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