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Un Nido Aperto ai bimbi affetti da malattie gravi

di Marcello Pulidori
Un Nido Aperto ai bimbi affetti da malattie gravi

Firmata ieri l’intesa tra il Comune di Ferrara e le associazioni di volontariato  L’assessora Corazzari: «Sostenere i genitori è uno degli obiettivi da raggiungere»

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Un progetto di particolare rilievo che dovrà venire incontro alle famiglie con bambini affetti da gravi patologie o comunque in condizioni di disagio. Lo ha presentato ieri l’assessore Cristina Corazzari, assieme a funzionari del Comune, tecnici e volontari. Un progetto, tra le altre virtù, che consentirà presto di accogliere, in compagnia di un genitore, dentro i Nidi, bambini che non frequentano le strutture “ordinarie” perché portatori di gravi problemi di salute o con disagi di altro genere. “Nido Aperto” rappresenta una novità assoluta. L’obiettivo prioritario del progetto è consentire a tutti i bambini di accedere a contesti educativi e contemporaneamente poter aiutare anche le famiglie.

Sempre ieri, altro passaggio importante è stata la firma sul protocollo d’intesa tra Comune di Ferrara e i rappresentanti di servizi sanitari e sociali e le associazioni cittadine e le cooperative che si fanno carico delle situazioni di maggiore fragilità. «Una delle cose cui teniamo maggiormente - ha ribadito ancora, assieme agli altri esperti intervenuti, l’assessora Corazzari - è non lasciare isolate le famiglie, un’alleanza tra servizi e genitori, una rete di servizi attorno alla famiglia, per tutelare minori e genitori». Di seguito, Donatella Mauro e Tullio Monini dell’Istituzione Scuola, il direttore del dipartimento cure primarie dell’Asl, Sandro Guerra, ed Franca Emanuelli, sono entrati nel dettaglio di alcuni significativi passi in avanti compiuti negli ultimi anni che hanno consentito al Comune di Ferrara, come lo stesso sindaco Tiziano Tagliani in altre occasioni ha ricordato, di essere uno dei primi in Italia a sperimentare concretamente questo tipo di servizi per minori fino a 3 anni di vita. Dare il via a questo progetto vuole dire, ha concluso la Corazzari, «far conoscere nidi e spazi bambini ai genitori, ed aiutarli a valutare con fiducia l’eventuale successivo inserimento del proprio bambino».

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